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Mario Draghi: un italiano alla guida della BCE

La nomina a Presidente della Banca Centrale Europea avvenuta lo scorso novembre è stata il degno coronamento di una carriera a dir poco sfavillante. Grazie alle due maxiaste di liquidità a favore del sistema bancario europeo, Mario Draghi si è subito presentato agli occhi dell'opinione pubblica del nostro continente come una personalità di rilievo, in grado di guidare la BCE durante questa fase estremamente difficile della congiuntura economica mondiale.

Il personaggio

Non sono molte le indiscrezioni che trapelano sulla vita privata di Mario Draghi. Nel pieno rispetto del suo ruolo istituzionale che lo vuole austero e rigoroso in ogni occasione, Draghi si è sempre mostrato aderente a tale immagine.

"Non solo è abbastanza teutonico, ma è anche prussiano, tanto da meritarsi la cittadinanza onoraria", sono queste le parole con le quali Mario Draghi è stato definito in un recente articolo apparso su "Bild", uno dei quotidiani tedeschi più autorevoli ed a maggiore tiratura. Ennesima testimonianza di come "Super Mario" rappresenti una figura forte ed affidabile, apprezzata non solo nell'ambito dei confini nazionali ma dall'intero establishment internazionale.

Nei diversi ruoli che ha ricoperto quasi mai si è accontentato di rivestire un "low profile". Basti pensare che nel periodo in cui è stato Direttore Generale del Tesoro (carica che ha mantenuto ininterrottamente per dieci anni nonostante il succedersi di ben sette ministri e nove governi) si è reso protagonista dell'operazione di privatizzazione più grande della storia del nostro paese. Ben 750 aziende sono state portate dal settore pubblico al libero mercato entrando a far parte del portafoglio di investimento di circa 20 milioni di risparimatori. Il tutto per un controvalore di 188 mila miliardi di vecchie lire incassate dallo Stato.

Mario Draghi ed il futuro dell'economia europea

In un periodo di crisi profonda come quello attuale, sapere di avere un nostro connazionale di tale caratura alla guida della più importante istituzione europea è fonte di fiducia e di speranza.

Pur essendo un periodo di recessione per molte economie europee, Mario Draghi è un uomo che conosce in dettaglio i meccanismi dei mercati finanziari e pur con tutti i limiti imposti alla BCE dai trattati comunitari, ha subito cercato di imprimere una svolta all'andamento dell'economia mostrando i muscoli agli speculatori e sostenendo il sistema bancario e delle imprese con massicce iniezioni di capitali.

Per il buon Mario non resta che sperare in una ripresa dell'economia reale per ritrovare finalmente la strada dello sviluppo e dell'espansione economica. Chissà che in futuro non venga ricordato come il banchiere centrale che ha saputo trainare il vecchio continente fuori dalla più grande crisi economica del dopoguerra.

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