Manovra finanziaria bis: giunge l'approvazione dal Cdm

Dopo la manovra finanziaria del 17 luglio, il governo italiano, sollecitato anche dalla Bce e dal recente crollo dei listini azionari, si appresta a legiferare una manovra bis. Il consiglio dei ministri, riunitosi in seduta straordinaria attorno alle 19 di questa sera, ha già dato la sua approvazione.Ecco tutti i dettagli della manovra correttiva.

Le principali misure

Il premier ha sottolineato come per la Banca Centrale europea il pareggio di bilancio nel 2013 non fosse congruo, quindi è stata anticipata la manovra finanziaria per sopperire alle mancanze e trovare risorse aggiuntive. Nella manovra bis i tagli riguarderanno per più di 9 miliardi i trasferimenti verso regioni, province e comuni. E verranno aggrediti anche i costi della politica con 14-15 misure. Vi saranno, infatti, tagli ai ministeri per 6 miliardi nel 2012 e per 2,5 nel 2013. Inoltre Berlusconi ha confermato che ci sarà una imposta di solidarietà, che consiste in una tassa del 5% sui redditi (e non sul patrimonio) tra i 90-150 mila euro e del 10% per i redditi superiori ai 150 mila euro. Alzata anche la tassazione finanziaria al 20%. Nel totale la manovra frutterà allo stato ulteriori 20 miliardi nel 2012 e e 25 miliardi nel 2013.

Le reazioni di Regioni e comuni

Un'ondata di proteste, intanto, già proviene dalle Regioni e comuni. Non abbiamo ancora documenti ufficiali, ma di fronte alle prime anticipazioni, non possiamo che esprimere grande preoccupazione: questa manovra rischia di pesare ancora una volta sulle Regioni e gli enti locali e in definitiva sui cittadini, ha affermato Gian Mario Spacca, presidente della Regione Marche. Stesse parole si levano da parte del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e da parte di Gianni Alemanno, presidente della Regione Lazio.

Le reazioni delle parti sociali

Nelle parole di Tremonti – afferma la Camusso, leader della Cgil - vedo esattamente la ripetizione del modello che il governo ha cercato di realizzare in questi anni. Invece di affrontare il tema della crisi, di come si costruisce giustizia civile e sociale, c'e' stato invece e c'e' un accanimento nei confronti del lavoro e dei lavoratori. Per la Camusso sarebbe necessaria una tassa sui grandi immobili, sulle proprieta' plurime che sia pero' accompagnata ad una tassazione ordinaria delle grandi ricchezze. Se non lo si fa, si rischierà di deprimere l'economia. Ho sentito dire, continua la Camusso, che si tratterebbe di una proposta rivoluzionaria, vorrei ricordare che non abbiamo ancora annoverato Sarkozy tra i rivoluzionari del mondo. Un paese, se e' serio, la patrimoniale la mette in un momento come questo, afferma Giancarlo Galan, intimando di non votare la manovra correttiva qualora siano previsti ulteriori sacrifici per i cittadini e nessuna forma di investimento per il futuro.

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