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Manovra finanziaria 2011: le pensioni

Ennesimo cambio di rotta per la manovra finanziaria 2011: salta l'emendamento sulle pensioni, Il contributo di solidarietà sui super-redditi riappare per i dipendenti pubblici, ma rischia di ricadere anche sui privati, l'Iva potrebbe aumentare.

Manovra finanziaria: capitolo pensioni

Dopo il vertice di Arcore per raggiungere l'accordo sugli emendamenti alla manovra finanziaria 2011, cambiano di nuovo le carte in tavola. In un primo momento, infatti, si era pensato di ritoccare le pensioni conteggiando soltanto gli anni di lavoro effettivo come anni contributivi, spostando l'età pensionabile a 65 anni per gli uomini e 60 anni per le donne, con evidente danno per i cosiddetti lavoratori precoci e per chi aveva richiesto il riscatto della laurea o degli anni di leva militare.

Manovra finanziaria: capitolo Iva e contributo di solidarietà

Per quanto riguarda l'Iva, torna alla ribalta un possibile aumento, mentre "riappare" il fantomatico contributo di solidarietà sui super-redditi che sarà applicato anche ai dipendenti pubblici, oltre che ai parlamentari, si teme tuttavia, che possa ricadere anche sui privati.

Manovra finanziaria: capitolo province, comuni e parlamentari

Stangata per le province, che verranno abolite con una legge costituzionale per passare le loro funzioni alle Regioni, i piccoli comuni si salvano, ma dovranno essere riassorbiti con l'obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali dal 2013, mentre i parlamentari (deputati e senatori) saranno dimezzati.

La manovra finanziaria, toccherà anche le cooperative, che godranno di meno vantaggi. Nel testo, tuttavia, mancano ancora una volta gli incentivi all'occupazione e alla crescita, con gravi conseguenze anche sul piano dei consumi e degli investimenti. Non tarda, infatti, ad arrivare il monito dell'Unione Europea. Come ha dichiarato Amadeu Altafaj, portavoce del commissario europeo per gli affari economici e monetari: Nell’analizzare i contenuti della manovra italiana, la Commissione europea dedicherà particolare attenzione alle misure strutturali destinate ad agevolare e sostenere la crescita per verificare che esse rispettino i parametri fissati nelle raccomandazioni rivolte dall’Ue all’Italia lo scorso giugno.

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