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L'Italia: un paese a rischio di fallimento?

Il 44° Rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del Paese delinea un Paese stanco, avvilito, appesantito da macigni come il debito pubblico, che ogni anno drena risorse per il 4,7% del Pil, e da un'evasione fiscale, che le stime più rosee valutano attorno ai 100 miliardi di euro l'anno. Tanto più che, secondo l'Istituto, l'economia irregolare, dopo un lungo periodo di frenata, ha ripreso a crescere, registrando tra il 2007 e il 2008 un aumento del valore del 3,3% e portando l'incidenza sul Pil dal 17,2% al 17,6%.

Mentre l’euro torna ai livelli di sette mesi fa sul dollaro, si scatenano le vendite sui mercati azionari europei e salgono rapidamente i Credit Default Swaps, in pratica le assicurazioni sul rischio di fallimento del nostro Paese.

C’è chi, però, assicura che tra Portogallo, Italia, Grecia e Spagna, proprio l’Italia sia il paese che al momento pare stia meglio di tutti: sebbene il suo rapporto debito/Pil sia il più alto in assoluto, vanta anche un livello di disoccupazione inferiore a quello degli altri Stati mediterranei e una struttura delle medie imprese che, comunque, nonostante le difficoltà, permette di evitare quelle tensioni che nei paesi vicini hanno creato confusioni.Ma non è da sottovalutare il fatto che il Prof. Robert Mundell, premio Nobel per l'economia nel 1999, studioso della moneta unica europea, abbia di recente affermato che 'l'Italia è ad alto rischio. Essa è la minaccia più grande per l'economia dei 16 paesi della zona dell'Euro.

(foto © finestraannunci.it)

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