Excite

Legge di Stabilità 2016: governo interviene su Ires, Tasi, sanità ed esodati. Pensioni, flessibilità in uscita

  • Twitter @MediasetTgcom24

Sarà una manovra di 27-30 miliardi quella che oggi verrà “chiusa” dal governo al termine del Cdm decisivo per la legge di Stabilità 2016: Renzi, Padoan e colleghi metteranno nelle prossime ore nero su bianco i provvedimenti in cantiere, stabilendo in via definitiva il punto di equilibrio tra tagli alla spesa, sgravi fiscali, incentivi e nuovi investimenti con l’obiettivo di unire misure per la crescita e riduzione del deficit di bilancio nel rispetto degli impegni presi in sede comunitaria.

Irpef, partite Iva e tetto per contanti: nuove misure anti-crisi nella manovra

Nessuna sorpresa dietro l’angolo sui nodi più scottanti sul tavolo di Palazzo Chigi, dalla questione esodati ai soldi per la sanità, per finire col capitolo Ires, Imu e Tasi agricola, la prima destinata alla progressiva riduzione e la seconda all’abolizione da subito come promesso proprio dal premier qualche settimana fa.

Una leggera attenuazione degli effetti della legge Fornero per gli "over 63", nei piani del governo da tempo e adesso pronta alla traduzione in concreto, consentirà ai futuri pensionati di usufruire del part-time fino all’ultimo anno di servizio grazie ad un fondo di 100 milioni con garanzia di contributi figurativi offerti dallo Stato in cambio dell’auspicata flessibilità in uscita dal mondo del lavoro.

(Finanziaria 2016, allarme nella sanità pubblica per i tagli del governo Renzi: video)

Saranno circa 24mila gli esodati (a fronte di un totale di 50000 persone stimate come facenti parte della categoria in questione) “protetti” dalla settima salvaguardia finanziata con un miliardo e mezzo di euro dalla legge di Stabilità 2016, mentre la proroga della cosiddetta “opzione donna” permetterà alle lavoratrici di andare in pensione all’età di 57 anni avendo versato 35 annualità di contributi.

Andrà ad estinguersi invece nel giro di 2 anni il bonus lavoro finora messo a disposizione di migliaia di imprese, costato 1,4 miliardi all’erario sotto forma di sgravi fiscali da 8mila euro all’anno nei primi 9 mesi del 2015 con importanti risultati sul fronte dell’aumento dei contratti stabili per nuovi assunti, in maggioranza giovani.

Tale misura verrà in qualche modo bilanciata dal rafforzamento del fondo per la lotta alla povertà e dal contestuale allargamento delle maglie della cosiddetta "no tax area" a favore di una platea più ampia di pensionati con reddito basso.

Basso l’impatto della spending review sulla spesa pubblica, con tagli lineari ai ministeri, riduzione di dirigenti e uffici, centralizzazione degli acquisiti delle amministrazioni statali da un lato e interventi “contenitivi” sulla sanità da 1,5 miliardi di euro dall’altro ritenuti necessari da Pier Carlo Padoan e Matteo Renzi per non sforare il tetto del 2,2% di deficit.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

finanza.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016