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Le migliori obbligazioni da comprare nel 2015: puntare tutto al di fuori della zona euro

Investire in obbligazioni non è una cosa semplice nonostante le miriadi di annunci e banner che si leggono su internet. E’ rischioso muoversi senza aver accumulato un’adeguata base di conoscenza. Per il 2015 non si prevedono, almeno all’inizio, grossi cambiamenti rispetto a quanto si è potuto vedere nell’anno che si sta avviando alla fine. Volendo selezionare, già da adesso, le migliori obbligazioni per il prossimo anno occorre fare qualche ragionamento preventivo.

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La zona euro

E’ altamente improbabile che Mario Draghi possa alzare i tassi in maniera drastica nel 2015. Questo, ovviamente, ha portato i titoli della zona euro in una sorta di stagnazione che rende inutile qualsiasi tipo di investimento che possa prevedere un rendimento decente. Investire su obbligazioni della zona euro comporta un rendimento, sicuro, ma molto molto basso.

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La tensione tra Russia ed Ucraina, se proprio non la vogliamo chiamare guerra, ha prodotto un risultato inatteso. Le obbligazioni russe hanno avuto un ottimo rendimento che è andato tranquillamente al di sopra del cinque per cento. Chiaramente si tratta di una situazione volatile ma in un portafoglio ben costruito un investimento in tal senso non dovrebbe sfigurare.

USA e Nuova Zelanda

Molto più basso, meno della metà, ma ugualmente in netta salita sembra essere la valuta ungherese che potrebbe riservare belle sorprese anche per il 2015. Andando sul classico, restando sempre al di fuori della zona euro, si può puntare sui rendimenti americani che per quanto non siano spettacolari promettono comunque un andamento superiore all’Europa ed al Giappone che resta il mercato di riferimento per l’Asia.

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Scendendo ancora più giù nell’emisfero australe troviamo la divisa neozelandese che negli ultimi tre anni ha mantenuto un rendimento costante molto elevato e sebbene non sia mai consigliabile investire sulle economie emergenti perché troppo volatili, c’è da dire che il dollaro kiwi lascia immaginare il quarto anno consecutivo in crescita. Sarebbe un peccato non approfittarne.

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