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JP Morgan, buco da 2 miliardi: via i manager

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Sono cominciate a cadere le prime teste alla Jp Morgan, società finanziaria, leader dei servizi bancari nel mondo, dopo il buco di due miliardi a causa di scommesse sbagliate. Ad essere cacciati sono i tre manager: il trader Bruno Michel Iksil, Ina Drew, responsabile del risk management nella divisione che ha registrato le perdite (è stato proprio l'ufficio della Drew a causare la maxi-perdita) e il capo del trader, Achilles Macris.

La notizia è stata diffusa oggi dal New York Times che ha annunciato le dimissioni dei tre top manager della banca Usa. Il da 2 miliardi di dollari (che protrebbero salire a 3) è stato un "terribile, oltraggioso errore per il quale quasi non ci sono scuse e la banca dovrà pagarne il prezzo", ha detto il numero uno della Jp Morgan, Jamie Dimon, ai microfoni della Nbc.

Le dimissioni dei manager sembrano essere solo l'inizio di una lunga catena di responsabilità dentro il colosso americano che minaccia di arrivare rapidamente fino ai vertici. Sotto accusa il rispetto delle norme di disclosure, di tempestiva comunicazione agli investitori delle perdite, la cui violazione comporta sanzioni. E secondo le indagini avviate dalla Sec americana e dalla Fsa britannica è emerso che la forte spinta ai fondi speculativi (hedge) aggressivi e rivelatisi disastrosi durava da mesi e arrivava direttamente dal reparto top executive. Squadre di ispettori interni hanno cominciato a esaminare le strategie e trovare errori e disattenzioni nelle operazioni di hedging.

La crisi di Jp Morgan ha avuto immediate ripercussioni in Borsa: 14,4 miliardi di capitalizzazione persi oltre allo scontato declassamento della banca che fino a qualche mese fa era al top per i servizi bancari.

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