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Italia, la disoccupazione minaccia la crescita del Paese

Per il terzo mese consecutivo il tasso di disoccupazione si attesta all'8,6% con una crescita di 0,2 punti percentuali su base annua. A crescere, segnala l'Istat, è soprattutto il tasso di disoccupazione giovanile (la fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni), che raggiunge il 29,4%. Si tratta del record da gennaio del 2004, quando sono iniziate le serie storiche mensili. A dicembre 2010 il tasso di disoccupati giovanili si era attestato a 28,9%.

Il risultato è sintesi della crescita della disoccupazione femminile e della flessione di quella maschile. Su base annua la crescita del numero di disoccupati è del 2,8% (+58 mila unità). Sempre a gennaio gli occupati sono 22 milioni 831 mila unità, in diminuzione dello 0,4% (-83 mila unità) rispetto a dicembre 2010. Nel confronto con l'anno precedente l'occupazione è in calo dello 0,5% (-110 mila unità). Il dato italiano è in controtendenza rispetto a quello europeo. Lo scorso gennaio il tasso di disoccupazione nei 17 paesi dell'Eurozona ha registrato infatti una lieve flessione rispetto a dicembre 2010, passando dal 10 al 9,9%. Lo ha reso noto oggi Eurostat. Andamento analogo è stato registrato nel complesso dell'Ue, dove la disoccupazione è scesa dal 9,6 al 9,5%.

L’alto tasso di disoccupazione, insieme alle spinte inflazionistiche, possono rallentare la crescita del nostro Paese, in quanto potrebbero comportare un'ulteriore stretta alle spese di consumo delle famiglie e, a causa dell'aumento del costo delle materie prime, incidere sugli ordinativi industriali.Nel 2010, secondo i dati Istat, il Pil italiano è aumentato dell’1,3%, ma le previsioni della Commissione Ue per il 2011, sono per una crescita più lenta dell’1,1%.

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