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Italia, inflazione debito e Pil in crescita

A febbraio, secondo i calcoli provvisori dell'Istat, l'indice dei prezzi al consumo si è attestato al 2,4 per cento, con una crescita dello 0,3% rispetto a gennaio. È il valore più alto dal novembre 2008, quando era stato toccato il 2,7%. Sul dato hanno pesato soprattutto gli aumenti dei carburanti.

I prezzi degli energetici non regolamentati sono aumentati, infatti, dell’1,2% su base mensile e del 14,6% su base annuale. In forte crescita anche i prezzi dei beni alimentari: in particolare il pane aumenta dello 0,3% sul mese e dell'1,2% sull'anno. Vola anche la frutta fresca, che in un mese è salita dell'1,8% e del 2,4% rispetto al febbraio 2010.

I prezzi dei beni energetici e degli alimenti è destinato ancora ad aumentare nel corso dell’anno. L’incidenza di tali aumenti sui conti familiari dovrebbe arrivare a pesare, secondo alcuni calcoli di Confcommercio, fino al 10% in più. Si tratterebbe, in sostanza, di un fattore che rallenterebbe ulteriormente la crescita del nostro Pil, che, secondo le stime della Commissione Ue, dovrebbe salire nel 2011 solo all’1,1%, un valore chiaramente inferiore a quello previsto per Eurolandia dell’1,6%.

Inoltre le difficoltà inflazionistiche arriverebbero persino a minacciare il rapporto debito-Pil, provocandone un ulteriore aumento. Nel 2010, secondo i dati Istat, tale rapporto è passato dal 116,1% del 2009 al 119% del 2010, mentre è migliorato il rapporto deficit/Pil, registrando un valore minore rispetto alle attese, pari al 4,6%.

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