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Non solo BRIC, ma anche Sud Corea

Forse pochi conosceranno chi è Jim O’Neill, Presidente di Goldman Sachs, che per primo ha coniato il termine BRIC per indicare i 4 Paesi (allora) emergenti: Brasile, Russia, India e Cina.

“Quando ho creato l’acronimo- ha affermato il Presidente di Goldman- non avrei mai pensato che si sarebbe formato un club politico dei leader dei paesi del BRIC”. Un club al cui tavolo sta cercando di aggiungersi, attraverso un giro di visite diplomatiche, anche il Sud Africa, che potrebbe fare da ponte per gli investimenti e il commercio delle Nazioni del BRIC nel continente africano. Ma, come ha osservato O’Neill, le previsioni di crescita renderebbero la Corea del Sud un candidato più forte rispetto al paese del Continente nero. Corea del Sud, Indonesia, Messico e Turchia sono, infatti, secondo O’Neill, le nuove economie emergenti. Il Motivo? Perché ognuna di esse rappresenta circa l’1% del Prodotto interno lordo mondiale.

Intanto la settimana appena trascorsa ci permette di effettuare interessanti riflessioni sullo stato di salute degli ex Paesi Emergenti del BRIC. Le azioni cinesi hanno vissuto una settimana all’insegna della positività, con una serie di dati importanti, in particolare l’indice dei prezzi al consumo. In Brasile si attendono ancora gli interventi necessari per controllare la spesa pubblica e per invertire la tendenza al rialzo dei tassi di interesse. Delude invece l’India. Gli ultimi dati sulla bilancia dei pagamenti indicano un deficit delle partite correnti del 4,1% del Pil nel 3° trimestre del 2010, un livello che storicamente ha coinciso con momenti di difficoltà. Ed è ancora più deludente il flusso netto degli investimenti esteri diretti che resta molto basso anche se positivo.

(foto © freedigitalphotos.net)

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