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Interessi da usura sulle carte revolving

Sotto accusa le carte revolving. In seguito ad un'approfondita indagine, la Commissione finanze della Camera, presieduta da Gianfranco Conte, si è dichiarata favorevole a imporre limitazioni alla loro vendita fino a vietarla del tutto in alcuni casi.

La misura si propone di difendere i consumatori più deboli, dando una stretta decisa sul credito al consumo, di cui le carte revolving rappresentano la modalità più pericolosa. Se da un lato permettono di accedere con facilità e senza troppe garanzie a prestiti di entità contenuta, dall'altro applicano interessi che a volte sfiorano il limite dell'usura.

Molto spesso gli italiani usano le carte revolving con troppa leggerezza, per ritrovarsi indebitati con interessi che arrivano fino al 17%. Il più delle volte, però, è l'istituto finanziario a favorire questo tipo di atteggiamento, facendo sì che non sia neppure necessario richiedere un carta revolving, ma che bisogna invece specificare di non volerla!

Ad esempio, quando si compra un automobile tramite una finanziaria, nel pacchetto può essere presente anche una carta revolving da utilizzare per ogni genere d'acquisto. Un meccanismo perverso che il parlamento italiano sarà chiamato a spezzare, recependo la direttiva europea (2008/48) sul credito al consumo.

Oltre oceano, misure analoghe sono già state prese dal presidente degli USA, Barack Obama, con il Card Act finalizzato a ridurre gli oneri sulle carte per venire in aiuto alle tante famiglie americane strozzate da condizioni capestro applicate ai piani di rimborso.

La normativa italiana che entrerà in vigore entro fine giugno non si preoccuperà esclusivamente di limitare l'emissione delle carte revolving e gli interessi applicati su queste ma, più in generale, dovrà regolamentare a tutela dei cittadini tutti gli strumenti bancari del credito al consumo.

(foto © umbrialeft.it)

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