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Inflazione in Italia: sale ancora ad aprile

L'energia continua a spingere l'inflazione nell'area euro. Secondo i dati diffusi ieri da Eurostat, ad aprile l'indice dei prezzi al consumo è salito a un tasso tendenziale del 2,8%, rispetto al 2,7% del mese precedente.

Si tratta del quinto mese consecutivo con un aumento. Tra i grandi Paesi dell'Eurozona la Spagna rimane battistrada e mette a segno un +3,5% sull'anno, dal 3,3% di marzo.

Anche in Italia, intanto, continua a salire l'inflazione. Secondo l'Istat l'indice dei prezzi ad aprile è salito al 2,6% dal 2,5% di marzo, con una aumento dei prezzi su base mensile dello 0,5%.Il tasso annuo è il più alto da novembre del 2008, quando l'inflazione si attestò al 2,7%, quello congiunturale è il maggiore dal luglio del 2008.

L'accelerazione di aprile risente delle tensioni sui prezzi dei servizi relativi ai trasporti e della dinamica dei beni energetici non regolamentati (adeguamento delle tariffe elettricità e gas). E' da dicembre 2010 che prosegue la crescita tendenziale dell'inflazione. Tra le città campione più calde, Bari conquista la vetta con un +3,6%, seguita da Roma e Trieste con un +3 per cento.

Colpo d'acceleratore prevedibile, poteva andare peggio ma incombono gli aumenti alla produzione, è il commento di Confcommercio. Federconsumatori ritiene sottostimata e inspiegabile l'inflazione rilevata dall'Istat, anche alla luce del boom dei prezzi dell'energia, mentre Confagricoltura sottolinea il raffreddamento dei prezzi al consumo degli alimentari, a iniziare dai vegetali freschi (-5,1%) e dalla frutta fresca (-1%).

Mariano Bella, direttore dell'ufficio studi di Confcommercio, non esclude però che si manifestino maggiori riflessi dai prezzi alla produzione nei prossimi mesi, mentre per Federconsumatori si rischia per i cittadini una stangata nel 2011 di 1.897 euro.

(foto © ilcittadinomb.it)

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