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Bce e Confindustria, Inflazione e rischio shock petrolifero

L'inflazione nell'area dell'euro dovrebbe rimanere al di sopra del 2% sino alla fine del 2011, soprattutto per effetto dei recenti forti rincari dell'energia e degli alimentari. A sostenerlo è la Bce nel bollettino mensile di marzo nel quale vengono ricordate le previsioni degli esperti della banca centrale annunciate giovedì scorso dal presidente, Jean-Claude Trichet ossia un'inflazione tra il 2 e il 2,6% nel 2011 e tra l'1 e il 2,4% nel 2012.

A pesare soprattutto i rincari dell'energia e dei prodotti alimentari. Tuttavia la ripresa economica nell'area dell'euro è in corso, trainata sempre più dalla domanda interna, anziché dalle esportazioni, sottolinea la Bce, che prevede per il 2011 un pil in crescita dell'1,3-2,1% e per il 2012 dello 0,8-2,8% dopo +1,7% nel 2010.

E' di oggi, intanto, la notizia dell'analisi di Confindustria nel corso dell'audizione alla Commissione bilancio della Camera. Secondo Confindustria lo shock petrolifero rischia di rallentare sensibilmente la ripresa nei paesi avanzati, portando a un minor livello del Pil italiano di circa lo 0,7% in due anni. E nella medesima direzione andrebbero i rincari delle altre materie. Gli effetti recessivi derivanti dalle materie prime possono essere aggravati dai rialzi dei tassi di interesse annunciati dalle autorità monetarie e dal conseguente apprezzamento del cambio dell'euro, ha aggiunto il direttore generale Gianpaolo Galli.

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