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Industria auto: cosa succede?

Il mese di agosto è stato per i principali paesi Europei positivo, dopo molti mesi di consuntivo principalmente negativo. Tuttavia crescono le preoccupazioni per una crescita lenta e diventa sempre più presente la minaccia cinese.

Mercato dell'auto

Il mercato tedesco ha chiuso ad agosto con un attivo del 18%, con 237.000 vetture immatricolate, portando la crescita degli otto mesi a un consolante +11,2% dovuto ai 2.210.000 vetture vendute nel periodo. Quanto al mercato francese, agosto si è chiuso con un +3,2%, primo consuntivo in crescita da 5 mesi a questa parte. Anche la Spagna, infine, ha registrato un incremento, il primo dopo molti mesi, con un saldo attivo in agosto del 5,9%. In Italia le autovetture immatricolate nel mese di agosto sono state 70.307 per una differenza dell'1,5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, anche se le immatricolazioni dei primi 8 mesi sono state solo 1.222.431 per un saldo negativo dell'11,96%.

Le paure di un rallentamento economico

I segnali di ripresa, per quanto deboli, non riescono tuttavia a far tacere le preoccupazioni sulla debolezza della domanda interna del mercato Europeo. Non mancano, tuttavia, segnali di rallentamento anche per quanto riguarda i Paesi Emergenti, come sottolinea il report di Goldman Sachs del 16 agosto. In India, il sesto più grande mercato automobilistico al mondo, il prezzo dei carburanti, i crescenti tassi di interesse e le incertezze sul fronte del lavoro hanno portato ad una revisione dei piani di investimento delle principali case automobilistiche locali e internazionali.

La vera paura si chiama Cina

Ma, attualmente, la vera paura si chiama Cina. Il futuro dell'industria va verso l'eliminazione di giocatori marginali, ha detto l'amministratore delegato di Chrysler e Fiat Sergio Marchionne da Calgary in Canada. Secondo il manager, le case automobilistiche dei paesi sviluppati sono totalmente male equipaggiate per avere a che fare con la Cina e con i cambiamenti che arrivano da Pechino. Escludendo la Cina, secondo Marchionne, ci saranno solo cinque case automobilistiche nei paesi sviluppati, ognuna in grado di produrre 5 o 6 milioni di auto. Fiat e Chrysler, insieme, saranno quest'anno il quinto produttore mondiale, ha detto Marchionne.

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