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Imu seconda rata, a Settembre stangata in arrivo
- Lalupa-Wikimedia.org
L'acconto Imu 'spreme' i proprietari di casa nelle grandi città, ma il peggio deve ancora arrivare, almeno stando a quanto riporta Confedilizia: l'adeguamento del saldo di dicembre dovuto a eventuali aumenti di aliquota decisi dai Comuni porterà a considerevoli incrementi della tassa, in alcuni casi pari addirittura all'80%.
La stangata colpirà le seconde case date in affitto e a farne le spese saranno soprattutto Roma, Napoli e Perugia, dove per la seconda rata sarà applicata l'aliquota del 10.6 per mille, rispetto a quella del 7.6 per mille prevista dallo Stato. Migliore la situazione di Milano, Torino e Trieste e a metà strada quella di Genova, Venezia, Firenze e Bologna. In generale, comunque, l'incremento riguarderà le abitazioni affittate con canone libero (+59% Milano, +79% Torino, +55% Trieste, +79% Genova, Venezia, Bologna e +60% Firenze), mentre per quelle date in locazione con canone concordato il saldo subirà una riduzione (-29% Milano, -49% Torino, -29% Trieste e nessun aggravio per le altre).
Intanto, un'elaborazione dei Caf Cisl dei dati relativi ai versamenti effettuati da 1.2 milioni di lavoratori e pensionati per quanto concerne l'acconto dell'Imu sulla prima casa evidenzia che il poco lusinghiero primato di spesa va ai romani, con una media di 170 euro a proprietario contro gli 80 di quella nazionale, pari a un considerevole +102%. Ma gli abitanti della Capitale sono (purtroppo) in buona compagnia: a Bologna e Genova, infatti, si sono pagati 140 e 107 euro, rispettivamente il 67% e il 27% in più della media.
All'opposto la situazione di Palermo, dove la spesa per la prima rata è stata mediamente di 54 euro, che equivale a un -36%.
Capoluoghi di provincia tartassati anche sulle seconde case (affittate e non), con un esborso di 265 euro contro i 161 del resto d'Italia, pari al +65% rispetto alla media nazionale. Nella specifica 'classifica', al primo posto c'è ancora una volta Roma (325 euro), seguita da Bologna (309), Milano (224), Genova (217), Napoli (206) e Palermo (168).
Infine, una curiosità. Nonostante la possibilità introdotta sul filo di lana di pagare l'Imu per la prima abitazione in tre rate anziché due, solo l'1.6% degli italiani che si sono rivolti ai Caf ha scelto questa opzione. Il motivo? Presto detto. Nel primo caso l'acconto medio era di 81 euro, mentre nel secondo di 229.
