Imu: rialzo delle aliquote di riferimento per molti comuni

Il 17 dicembre 2012 milioni di contribuenti italiani hanno dovuto versare il saldo della tanto chiacchierata e contesta imposta sugli immobili (IMU) reintrodotta dal governo Monti per far fronte alla disastrata situazione della finanza pubblica del nostro paese.

Pur essendo prevista una percentuale di base per il calcolo dell'Imu, le aliquote dei comuni sono state alzate spesso fino al limite massimo, aumentando il costo a carico del povero contribuente già pesantemente vessato.

Come si è comportato il mio comune?

La legge finanziaria dello scorso anno prevedeva una percentuale di riferimento per il calcolo dell'Imu, che nel caso della prima casa fu fissata allo 0,4%. Tale valore è stato lasciato libero di fluttuare di un ulteriore 0,2% (sia in aggiunta che in detrazione).

Sul sito del Dipartimento delle Finanze è stata creata un'apposita mappa che permette di controllare l'aliquota finale stabilita da ogni singolo comune. Spulciando la tabella si ha modo di verificare quali sono stati i comuni più virtuosi e viceversa quelli che hanno applicato ulteriori aumenti gravando maggiormente sui propri cittadini.

Va detto che una buona fetta dei comuni esaminati ha lasciato inalterata l'aliquota base. Tra questi vi sono molti capoluoghi di provincia quali: Milano, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Venezia, Verona, Padova, Brescia, Taranto e Prato. D'altro canto comuni molto popolosi come Roma, Napoli e Genova hanno deciso altresì di ritoccare l'aliquota sulla prima casa di uno 0,1% portandola allo 0,5% complessivo. Si tratta di una scelta che in molti casi è stata giustificata da condizioni delle casse comunali già pesantemente pregiudicate da un andamento negativo delle entrate. Andamento a sua volta conseguenza del perdurare della crisi economica e del taglio dei finanziamenti alla spesa pubblica da parte dell'amministrazione centrale dello stato.

Da segnalare negativamente Messina e Parma che con uno 0,6% di Imu hanno introdotto le aliquote più alte tra i comuni italiani.

Qualche sorpresa positiva ...

Sul versante opposto della classifica Imu sono da segnalare le aliquote più basse in comuni quali: Biella, Nuoro, Lecce, Mantova, L'Aquila, Vercelli e Viterbo.

Si tratta principalmente di piccoli capoluoghi di provincia con una densità ed un numero di abitanti limitato. Condizione che evidentemente ha consentito in passato di avere una migliore gestione delle casse comunali e quindi una minore necessità di attingere ulteriori risorse dalle tasche dei cittadini.

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