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Immigrazione, ma quanto costi alle finanze italiane?

Non si fermano le immigrazioni dai paesi del Nord Africa. Quasi 15.000 persone, in gran parte tunisini, sono arrivate nell'isola di Lampedusa da gennaio, secondo le stime italiane, alimentando le paure di una forte ondata migratoria. E il governo italiano inizia anche a tirare i costi degli aiuti e dell'assistenza, che potrebbero pesare sul già precario debito pubblico italiano.

Per ovviare a questo problema, il nostro governo sta valutando di attivare il meccanismo della dote, che consiste nel dare alla Tunisia 1.500€ per ogni immigrato che accetterà di tornare a casa e nel frattempo sta discutendo con il paese nord africano un nuovo accordo sull'immigrazione. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha invitato l'Unione Europea nei giorni scorsi ad accogliere un maggior numero di migranti provenienti dal Nord Africa, sottolineando che per quanto riguarda i rimpatri assistiti il rimborso può essere anticipato dal nostro paese, ma alla fine deve essere rimborsato dall'Eurogruppo, che dispone di un fondo ad hoc.

Ed è di ieri la risposta di Bruxelles, che ha confermato un rimborso pari al 75% dei costi sui rinvii programmati. L'Italia ha, infatti, ancora a disposizione per il 2011 6,9 milioni di euro per i rimpatri, e può anche usare i fondi eventualmente non spesi del bilancio da 6,7 milioni di euro dell'anno scorso. Il fondo europeo per i rimpatri non copre necessariamente solo i costi di viaggio per i ritorni volontari dei migranti, ma anche i costi per eventuali programmi di prima accoglienza e formazione.

(foto © freedigitaliphoto.net)

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