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Guida ai mutui con tassi bce, richiesti dal decreto anticrisi

Il decreto anticrisi, per cercare di ridare fiducia ai potenziali mutuatari, ha imposto alle banche l'introduzione di mutui con i tassi Bce. La scelta fu in parte determinata dalla necessità di non lasciare che la volatilità dei mercati e dell'euribor si ripercuotessero negativamente sul mercato immobiliare, e sull'economia delle famiglie.

Linee guida per i mutui con tassi Bce: vantaggi e svantaggi

I mutui a tasso variabile che sfruttano i tassi Bce presentano una maggiore stabilità rispetto ai mutui indicizzati all'euribor. La ragione è dovuta al fatto che il tasso Bce rappresenta il costo del denaro ufficiale all'interno dell'area euro, e il suo andamento è determinato esclusivamente dalle scelte di politica economica fatte dalla Banca Centrale Europea. L'andamento dell'euribor invece viene condizionato, oltre che dal costo del denaro, anche dall'andamento dei mercati finanziari. Quando il sentimento che prevale è quello dell'incertezza, l'euribor tende ad aumentare e si allontana dal valore del tasso Bce. Infatti l'euribor è il risultato delle transazioni di acquisto e vendita del denaro tra le principali banche europee, ed è inevitabile che venga condizionato dalle aspettative e dalle previsione fatte dalle banche coinvolte. Svantaggi non ce ne sono direttamente collegati al tasso Bce: l'unico svantaggio è dovuto al fatto che le banche ai mutui che usano il tasso Bce applicano spread più elevati.

Banche che offrono mutui indicizzati al tasso Bce

L'aspetto del maggiore spread non va trascurato, in quanto comporta un maggiore costo del mutuo, costituendo una componente fissa del tasso di interesse complessivo. Quindi prima di scegliere un mutuo che sfrutta il tasso Bce bisogna attentamente considerare la differenza praticata dalla banca tra tasso con euribor e tasso con Bce:

  • tra le banche, quella che continua a mantenersi più competitiva, sotto questo punto di vista è Ing Direct, che tra i due spread applica una differenza di 0,25%;
  • Banca Monte dei Paschi tra le banche tradizionali, mantiene i livelli più bassi con una differenza di 0,30%;
  • BancoPosta invece è tra quelle che applicano uno scarto maggiore, pari addirittura ad 1%.

Come valutare la differenza tra tasso con euribor e tasso Bce

La scelta di un mutuo variabile indicizzato al tasso Bce, manterrà i suoi connotati di variabilità, per cui, per decidere se il tasso complessivo (ovvero tasso Bce+spread) sono accettabili bisogna valutare due aspetti:

  • controllare lo scarto tra tasso Bce e euribor: se la differenza di spread tra le due tipologie di mutui è pari fino al doppio di tale scarto, allora il mutuo indicizzato al tasso Bce è ancora competitivo;
  • controllare la differenza tra tasso complessivo (tasso Bce+spread) e il corrispondente tasso applicato ad un mutuo a tasso fisso: se la differenza è prossima ad 1%, allora è meglio valutare la tranquillità di un tasso che sicuramente non cambia nel corso del tempo.

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