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Guida allo scudo fiscale

Quali sono le norme che regolano i condoni fiscali in Italia e in altri paesi delle comunità europea? In questo articolo una breve guida allo scudo fiscale, i provvedimenti per il rientro di capitali e il riconoscimento degli evasori fiscali. Quali sono le imposte, le sanzioni e gli interessi applicati dal fisco.

Far rientrare i capitali attraverso lo scudo fiscale

In materia di diritto tributario e fiscale, sono state introdotte in Italia, e in altri paesi europei come la Francia, Regno Unito e negli Stati Uniti d'America, alcune norme per risanare illeciti fiscali e riportare nel proprio paese capitali illecitamente depositati all'estero. Nel 2009, il Governo italiano ha introdotto tali provvedimenti con una legge che conteneva le linee guida allo scudo fiscale.

Per regolarizzare tutte le attività economiche e finanziarie, il deposito di somme e il possesso di patrimoni immobiliari all'estero, il Ministero dell'Economia italiano ha introdotto una sanzione sottoforma del pagamento di una tantum, un'imposta del 5% sulle cifre e i valori posseduti. Alla somma del 5% si devono aggiungere sanzoni e interessi in base ai diversi accordi con i paesi di provenienza dei beni, i cosidetti paradisi fiscali. Il termine ultimo per il rientro di tali capitali era stato fissato entro il 31 Dicembre 2009, ma è stato prolungato per i casi di cause oggettive non dipendenti dalla volontà del contribuente. Nell'anno contributivo 2009 sono stati recuperati dal Fisco Italiano circa 300 miliardi di lire.

La legge di riferimento in materia di Scudo Fiscale è il D.L. 194/2009 che disciplina anche i 36 paesi nei quali è possibile legalizzare i capitali. Tra i principali: Svizzera, San Marino, Principato di Monaco, Lussemburgo, Australia, Austria, Canada, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Ungheria.

Quali sono i paesi che rimangono dei paradisi fiscali

Le norme guida allo scudo fiscale hanno introdotto e in seguito aggiornato in varie liste i paesi che si sono impegnati a rispettare gli accordi internazionali. Esistono paesi in lista bianca, lista grigia e lista nera, questi ultimi, detti anche stati canaglia per il fisco rimangono dei paradisi fiscali e non si sono impegnati a rispettare le norme tributarie internazionali. Sono: Costa Rica, Malesia, Filippine e Uruguay.

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