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Piccola guida alle obbligazioni eni

Le obbligazioni sono una forma di finanziamento per le imprese e una possibilità di investimento per i rispamiatori Molto, naturalmente, dipende dalla società che emette. ENI, sotto questo punto di vista, rappresenta una garanzia, vista la solidità e la forza di cui gode. Ecco una piccola guida alle obbligazioni Eni.

L'obbligazione ENI 2011-2017

Una guida alle obbligazioni Eni, deve partire dal 4 ottobre 2011, giorno nel quale si è concluso il collocamento del prestito obbligazionario che ENI aveva lanciato a settembre e riguardante il periodo 2011-2017. Nonostante lo scetticismo che aveva cominciato a montare negli operatori di mercato negli ultimi giorni, la società emittente ha ampliato la sua offerta iniziale per poter andare incontro alla domanda. Il valore nominale di ogni obbligazione Eni è stato posto a mille euro e ogni investitore ha avuto la possibilità di investire non meno di 2 mila euro sia per la versione a tasso fisso che per quella a tasso variabile. Mentre però, gli investitori retail hanno manifestato grande interesse per l’operazione, quelli privati hanno ampiamente disertato l’offerta, spinti soprattutto dalle ingenti perdite registrate sui titoli azionari, che hanno di fatto impedito di disinvestire dagli stessi, per spostare i capitali sulle obbligazioni in questione.

Un momento difficile - Si può dire che anche la sorte di questa operazione, ha risentito non poco di un momento in cui le Borse mondiali sono sotto pressione a causa di una crisi della quale non si riesce ad intravedere la fine e che minaccia di riverberare ancora a lungo i suoi effetti. E proprio considerato il quadro di insieme, si può parlare di una buona riuscita per una operazione che in partenza sembrava destinata a risultati molto meno soddisfacenti. Ricordiamo infine, che chi ha sottoscritto il titolo, a detta di molti analisti, ha fatto un affare, in quanto il rendimento riconosciuto da ENI, è stato quello massimo, 4,875%, con un prezzo di sottoscrizione fissato a 99,71. Per capire questo dato, basta pensare che l’obbligazione che scade nel 2015, ha un rendimento del 4% e un prezzo di sottoscrizione sopra quota 100.

Le obbligazioni, una alternativa da non sottovalutare

Alternative per gli investitori - In un momento in cui la Borsa non tira più come una volta, per i piccoli risparmiatori diventa estremamente difficile trovare occasioni di investimento che uniscano sicurezza e remunerazione. Una di queste, può essere l' obbligazione, un titolo di credito che costituisce una parte di debito accesa da società o enti pubblici che vogliano finanziarsi. Le obbligazioni, infatti, garantiscono all’investitore il rimborso del capitale impegnato, unito al guadagno previsto dal tasso di interesse fissato all’atto dell’impegno. Lo scopo primario delle obbligazioni, è quello di reperire capitali a condizioni più vantaggiose di quelle che le società potrebbero ottenere presso gli istituti bancari, mentre per l’investitore, il vantaggio si attua sotto forma di un tasso maggiore rispetto ad un investimento liquido e della possibilità di smobilizzare il suo investimento sul mercato secondario.

Informarsi è meglio - Gli interessi pagati dalla società che rilascia l’obbligazione, possono avere periodicità trimestrale, semestrale o annuale e vanno sotto il nome di cedola. Essi possono essere fissi (cioè stabiliti a priori), oppure variabili. Al fine di rendere più appetibili le obbligazioni, le società provvedono a fissare il valore nominale (il valore che sarà rimborsato alla scadenza) ad un livello più alto rispetto al prezzo di sottoscrizione, aumentandone in tal modo il rendimento.

Esistono anche obbligazioni che non prevedono cedole, gli “Zero coupon”: in questo caso il loro rendimento è la differenza tra il valore nominale e il prezzo di sottoscrizione. La legge fissa la tutela dei sottoscrittori dal rischio di insolvenza, vietando alle società di emettere obbligazioni per un importo superiore al loro capitale sociale, risultante dall’ultimo bilancio approvato. L’unica deroga permessa, è legata all’accompagnamento di garanzie reali. Naturalmente, prima di sottoscrivere obbligazioni, è meglio informarsi sulla solidità ed affidabilità della società che emette.

Un successo che suona come conferma

La crisi che sta interessando le maggiori economie mondiali, non accenna a diminuire di intensità. E anzi, le notizie che arrivano dai mercati, sembrano prefigurare sviluppi devastanti, tanto da mettere in pericolo la costruzione dell'Europa unita. In questo quadro, il successo dell'operazione lanciata da ENI nel settembre 2011, era tutt'altro che scontato.

Il risultato finale, sembra prefigurare un risultato che suona come una piccola vittoria per una società solida ed affidabile. E anche per i risparmiatori che hanno creduto in essa. Una guida alle obbligazioni Eni, non può non partire da questo dato.

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