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Grecia: da Ue nuova intesa tra rischio default e salvataggio

I leader della zona euro hanno raggiunto un'intesa su un mix di misure, per un importo totale di circa 160 miliardi di euro, per salvare la Grecia ed evitare il rischio contagio ad altri Paesi.

Innanzitutto è' stato varato un nuovo piano di aiuti Ue-Fmi per 109 miliardi di euro. Anche il settore bancario parteciperà agli sforzi di salvataggio su base volontaria, attraverso operazioni di debt-swapt, rollover e buy-back. L'importo totale stimato è di 37 miliardi di euro entro il 2014 con le prime due opzioni, più di 12 miliardi di euro, di buy-back. Entro il 2020, il totale stimato è di 135 miliardi.

Il rischio maggiore è che possa scattare il giudizio di default selettivo e parziale da parte delle agenzie di rating, in quanto viene modificato il contratto stipulato, con la principale conseguenza che se scatterà il giudizio di default selettivo, la Bce non potrà più usare obbligazioni greche a garanzia dei prestiti alle banche elleniche. Per ovviare a questa possibilità l'accordo prevede che siano gli Stati membri a dare alla Bce le garanzie necessarie, attraverso il fondo salva stati(Efsf) creato nel 2010 per prestare soldi a Irlanda e Portogallo.

Il vantaggio principale, al di là del rischio del giudizio delle agenzie di rating, sarebbe quello di allungare la durata dei prestiti ai Paesi in difficoltà (da 7,5 a 15 anni), riducendo al contempo il tasso di interesse, che verrebbe ridotto dal 4,5%-5,8% al 3,5%.

Inoltre con altre due misure i leader si impegnano di favorire l'occupazione e la crescita della Grecia attraverso un uso rivisto dei fondi strutturali europei per un miliardo di euro e approvare rapidamente il pacchetto sulla nuova governance economica che rafforza il Patto di stabilità, introducendo nuovi strumenti di sorveglianza di bilancio.

Fitch, nel suo ultimo rapporto, mette in evidenzia che comunque, prima che ci sia una ripresa economica ampia e solida nell'eurozona accanto a progressi nella riduzione del deficit e riforme strutturali in grado di rafforzare la crescita nel lungo termine, non possono venire ridimensionati ulteriori episodi di volatilita' sui mercati finanziari e persisteranno pressioni al ribasso sui rating sovrani.

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