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Gino Paoli, dimissioni irrevocabili dalla Siae: "Difendo la mia dignità, non sono evasore"

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Dimissioni irrevocabili dalla carica di presidente della Siae per Gino Paoli, decano della musica italiana coinvolto in questi giorni in un'indagine della Guardia di Finanza su pratiche sospette di evasione fiscale verso conti correnti in Svizzera.

Due milioni di euro trasferiti in Svizzera: bufera sul cantautore Gino Paoli

“Sono certo dei miei comportamenti e intendo difendere la mia dignità di persona per bene da sommarie e ingiuste strumentalizzazioni” ha scritto il cantautore nella nota consegnata alla Società Italiana degli Autori ed Editori per congedare i consiglieri coi quali ha finora “condiviso un appassionato percorso di lavoro” durato 18 mesi e interrotto dalla vicenda giudiziaria che sta vedendo protagonista suo malgrado l'ottantenne artista genovese.

La scelta di lasciare l'incarico era nell'aria, ma Gino Paoli ha voluto attendere una settimana prima di formalizzare le dimissioni dalla prestigiosa poltrona dopo un anno e mezzo dall'inizio dell'esperienza al vertice della Siae.

Fiducia assoluta nella giustizia, in particolare nell'operato di “chi sta doverosamente svolgendo il suo lavoro d'indagine” e certezza della propria innocenza sono i due concetti chiave espressi nel comunicato inoltrato alla società autori editori dal cantante indagato a Genova nell'ambito dell'inchiesta sullo scandalo Carige insieme al commercialista Andrea Vallebuona.

(Soldi su conto corrente in Svizzera: indagato a Genova per evasione fiscale Gino Paoli)

Due milioni di euro la cifra contestata dalla Gdf in sede di accertamento sui movimenti bancari sospetti dall'Italia alla Svizzera di Gino Paoli, finiti di recente sotto la lente della magistratura in seguito ad ispezioni incrociate disposte dagli inquirenti nel centro fiduciario della Cassa di Risparmio di Genova e in altre filiali dell'istituto.

La stessa indagine condotta dalla Procura del capoluogo ligure ha portato all'arresto dell'ex numero uno della Carige Giovanni Berneschi, indiziato di operazioni fraudolente spesso culminate in trasferimenti di denaro verso i forzieri delle banche svizzere.

A favore di Gino Paoli nei giorni scorsi si era espresso il fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, convinto della buona fede dell'amico cantautore e contrario alla campagna stampa sull'ancora presunto reato di evasione fiscale di un volto noto della musica italiana.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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