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Gianna Nannini, evasione fiscale: un anno e due mesi di reclusione col patteggiamento, il risarcimento cala a un milione

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di Simone Rausi

Cade in piedi Gianna Nannini, accusata di aver evaso quasi 4 milioni di euro. Dopo aver patteggiato un anno e due mesi di reclusione (mica roba da ridere) viene fuori che la cantante non passerà neanche mezz’ora in carcere perché il giudice ha applicato la sospensione condizionale della pena. Durante questo periodo la Gianna Nazionale dovrà tenere una condotta ineccepibile ma potrà essere libera di fare ciò che vuole e andare dove più le garba. Inoltre, la sua fedina penale rimarrà pulita e il risarcimento al fisco si ridurrà (anzi, si è già ridotto) di quasi due terzi.

Sequestrata la villa a Siena di Gianna Nannini, c’era anche la scuderia

Il patteggiamento della Nannini prevede infatti anche la non menzione all’interno del casellario giudiziario. Per quanto riguarda l’aspetto legato al cash (si, cash, manco fossimo Guè Pequeno) c’è da dire che l’accordo di risarcimento con l’Agenzia dell’Entrate è già stato fissato a un milioncino di euro a fronte dei 3 milioni e 750 mila euro iniziali. Come ha fatto la cifra a scendere così verticalmente? Ci ha pensato l’avvocato dei vip, il bulldozer di ogni aula di tribunale: Giulia Bongiorno. Il legale della cantante (che nel suo portfolio clienti può vantare una lista di nomi che neanche nella rubrica di Lucio Presta) ha depositato, durante le indagini, alcune fatture che l’accusa riteneva inesistenti e che avrebbero contribuito a ridurre il montepremi. “Meravigliosa fattura”, giusto per citare un pezzo della rocker senese…

E tutti vissero felici e contenti, insomma, anche se il patteggiamento suona sempre come una mezza omissione di colpa. L’avvocato Giulia Bongiorno, in una nota, ribadisce ancora una volta la trasparenza della sua assistita e sottolinea come “La decisione della G.N.G. Musica S.r.l. (la società di Gianna Nannini, ndr) di sancire un accordo conciliativo con l’Agenzia delle Entrate deriva dalla volontà di mettere al più presto la parola fine a un doloroso capitolo giudiziario. In questo quadro si inserisce la decisione di Gianna Nannini di collaborare con la Procura della Repubblica, nella persona del dottor Adriano Scudieri, e così definire il procedimento con il rito del patteggiamento, accolto in data odierna dal gup presso il Tribunale di Milano, dottor Fabio Altezza”. Ma la domanda sorge spontanea: come sta Giannona nostra?

A pezzi. “Amareggiata e sorpresa” rivela l’avvocato che poi prosegue nella sua missiva: “Nel ribadire l’assoluta trasparenza della propria condotta, Gianna Nannini nega recisamente qualsiasi interposizione fittizia con società estere e sottolinea che gli addebiti sono riferibili esclusivamente all’operato di soggetti terzi nei quali nutriva una sconfinata (e tuttavia malriposta) fiducia”.

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