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Fondi pensione aperti, quando diversificare è d'obbligo

I fondi pensione sono particolari fondi comuni che il nostro legislatore ha destinato alla pensione complementare, che dovrà integrare quella erogata dagli enti pensionistici obbligatori (Inps, Inpdap...).

Si distinguono dai normali fondi comuni non solo per la loro finalità previdenziale, ma anche perché hanno un'autorità di vigilanza ad hoc (la Covip - Commissione di vigilanza sui fondi pensione); sono meno tassati: il Fisco preleva l'11% sui guadagni, anziché il 12,5% dei fondi comuni; ci sono limiti al disinvestimento, che può avvenire solo al momento del pensionamento e, nella maggior parte dei casi, sotto forma di rendita integrativa alla pensione.

Solo in situazioni particolari (come per spese mediche, acquisto e ristrutturazione prima casa) è possibile disinvestire anche una parte consistente. Una grossa differenza rispetto ai fondi comuni, da cui si può entrare e uscire a piacimento.

Tuttavia sempre più tali fondi da strumento integrativo si stanno trasformando in una scelta molte volte obbligata, soprattutto tra i più giovani e tra i lavoratori autonomi. Quest'ultimi hanno la possibilità di investire i loro risparmi in fondi pensione aperti, che possono essere di diversa natura: obbligazionaria, azionaria o bilanciata.

Nel 2010 il loro rendimento è oscillato mediamente tra lo 0,2% di quelli a capitale garantito fino al 6,2% dell'azionario. Come e ancor più per i fondi comuni e soprattutto per gli azionari, va fatta un'attenta valutazione della gestione del rischio (anche perché tali fondi non permettono di entrare e uscire a piacimento) e della società emittente.

I più alti rendimenti a 1 anno, con performance comprese tra il 33.50% e il 35.23%, sono stati registrati da Bim Vita Equity (della Bim Vita), Comparto Azion.CI.B (della Fondiaria Sai), Azionaria (della Zed Omnifund), Comparto Azion. CI.A (Fondiaria Sai) e Horizon 30 (Cardif-Gruppo Bnp Paribas).

I più performanti, come prevedibile, sono tutti azionari. La strategia migliore sembrerebbe, allora, volta a una diversificazione degli strumenti d'investimento, come ad esempio investire, attraverso un piano di accumulo, in Etf e in strumenti di previdenza integrativa meno aggressivi.

(foto © blogosfere.it)

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