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Fondi europei: l'Italia a rischio dal 2014

Gli strumenti principali attraverso cui l'Unione europea finanzia i programmi di rilancio dell'Eurozona sono il Fondo europeo per lo sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo. Esiste poi il Feasr (fondo per lo sviluppo rurale), che tuttavia non ha nulla a che fare con la Pac. Nel vertice di Parigi è stata avanzata una proposta che lega indissolubilmente il rispetto dei conti nazionali all'erogazione dei fondi.

La distribuzione delle risorse tra gli Stati

Esistono forti differenze nella distribuzione delle risorse ai singoli Stati. L'Italia beneficia di 477 euro di fondi strutturali europei per ogni abitante contro i 221 della Francia e i 322 della Germania. Ai greci vanno 1.806 euro procapite, meno dei 2.022 euro destinati ai portoghesi. I finanziamenti europei destinati agli spagnoli sono 764 euro a testa, e 201 agli irlandesi. La fetta più consistente va ai paesi dell'Est, entrati nell'Unione con l'allargamento: Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria ricevono più di 2.500 euro pro-capite, la Polonia 1.763 euro.

Le novità al vaglio per il 2014

Nel recente vertice di Parigi tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy è stata avanzata la proposta di sospendere i pagamenti dei fondi strutturali e dei fondi di coesione agli Stati che non avranno i conti nazionali in equilibrio. La procedura dovrebbe portare all'accordo politico entro il 2012 e riguarderà il quadro finanziario pluriennale 2014-2020. Inoltre nella proposta ci sono due novità importanti. La prima è l'istituzione di un nuovo fondo, Connecting Europe Facility, per finanziare le reti di interconnessione nei trasporti, nell'energia e nelle tlc (50 miliardi). La seconda è la proposta di un nuovo meccanismo di finanziamento basato sulla tassazione delle transazioni finanziarie e sull'Iva europea.

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