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Fisco:l'Italia maglia nera per l'economia sommersa

Evasione fiscale in crescita del 10,1%, nei primi 11 mesi del 2010 in Italia, che si conferma prima in Europa per imponibile evaso (54,5%). Le imposte sottratte all'erario sono nell'ordine dei 159 miliardi di euro l'anno. E' quanto emerge da un'indagine di Krls Network of Business Ethics per conto di 'Contribuenti.it'. Industriali i principali evasori (32,8%), seguiti da bancari e assicurativi (28,3%), commercianti (11,7%), artigiani (10,9%), professionisti (8,9%), dipendenti (7,4%). Nella classifica degli evasori, l'Italia è seguita da Romania (42,4% del reddito imponibile non dichiarato), Bulgaria (39,8%), Estonia (38,2%), Slovacchia (35,4%). A livello territoriale l'evasione è diffusa soprattutto nel Nord Ovest (29,4% del totale nazionale), seguito dal Sud (24,5%), Centro (23,2%) e Nord Est (22,9%).

Quando incide l'evasione fiscale sul Pil? Secondo le ultime stime Istat il peso percentuale dell'economia sommersa sul Pil è pari ad un valore tra il 16,3% e il 17,5%. Una proposta singolare è quella del direttore generale di Visa Europe, Davide Steffanini, che vede nella diffusione del denaro elettronico un rimedio all'evasione stessa.Il denaro contante è, infatti, uno dei principali elementi per lo sviluppo dell'economia sommersa perché semplice da usare e difficile da rintracciare, mentre laddove sono diffusi i pagamenti elettronici all'interno di un paese, sembra che sia minore la dimensione dell'economia sommersa.

In Italia la passione per il contante è molto alta, tanto che 6 italiani su 10 non escono mai di casa senza denaro contante, portando in giro per il Paese complessivamente 3 miliardi di euro ogni giorno. Tutto questo nonostante secondo l'ultimo rapporto Abi in Italia circolino 77milioni di carte di pagamento.

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