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FIAT in Usa: il Lingotto non smentisce

Il quartier generale della Fiat potrebbe probabilmente spostarsi negli Stati Uniti, ha detto una fonte a conoscenza delle strategie dell'AD a Reuters.

Tutto ha avuto il suo inizio a febbraio quando l'AD, Sergio Marchionne, ha sollevato polemiche per non avere escluso il trasferimento di Fiat a Detroit, ma poi ha detto che una decisione sull'argomento non era stata presa. Nei giorni successivi John Elkann, il presidente di Fiat ed Exor (primo azionista del gruppo), ha detto che lo scenario più probabile era la creazione di quattro centri direzionali: Torino per l'Europa, Detroit per il Nord America e Brasile e Asia per i mercati emergenti.

La notizia ha le sue ragioni in più fattori. Innanzitutto Marchionne ha affernato, a inizio di quest'anno, che la casa automobilistica di Torino punta a salire al 51% di Chrysler nel 2011, anche se ha precisato che i tempi per una fusione tra le due società non saranno così immediati. Secondo una fonte vicina alla vicenda, Fiat punterebbe ad acquistare la partecipazione nel gruppo Usa subito dopo la sua quotazione in borsa e se venissero soddisfatti alcuni obiettivi, "Christmas wishes" così li ha definiti lo stesso AD, tra cui rifinanziare il debito Chrysler al fine di restituire ai governi quanto sborsato durante il piano di salvataggio del 2009.

Marchionne sta anche pensando alla quotazione di Ferrari. Una fonte vicina al manager dice che ha indicato per la casa automobilistica un valore di 5 miliardi di euro. L'AD ha detto durante un incontro con la comunità finanziaria a inizio 2011 che per Ferrari ritiene debbano essere applicati multipli del settore del lusso e ha ribadito in più occasioni che su Ferrari tutte le opzioni sono aperte, compresa un'Ipo, ma che non c'è nessuna decisione.

Proprio nel tardo pomeriggio di ieri, peraltro, è arrivata una precisazione della Fiat: la scelta sulla sede legale non è ancora stata presa. Sarà condizionata - spiega il Lingotto - da alcuni elementi di fondo. Il primo è il grado di accesso ai mercati finanziari, indispensabile per gestire un business che richiede grandi investimenti e ingenti capitali. Il secondo ha a che fare con un ambiente favorevole allo sviluppo del settore manifatturiero e quindi anche con il progetto Fabbrica Italia.

(photo © fotopedia.com)

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