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Fiat: già pronta a salire al 35% in Chrysler

La Fiat è salita dal 25 al 30% di Chrysler. Lo ha annunciato il Lingotto, in una nota nella quale precisa che è stato raggiunto il secondo dei passaggi previsti dall'accordo con la casa di Detroit. Il capitale della Chrysler è ora controllato al 59,2% dai sindacati Usa Uaw e Veba, il 30% dalla Fiat, l'8,6% dal Tesoro Usa, il 2,2% dal governo canadese.

Il secondo Performance Event previsto dall'accordo con Fiat del 10 giugno 2009 consisteva nel raggiungimento da parte del gruppo di Detroit di ricavi cumulativi superiori a 1,5 miliardi di dollari riferibili a vendite effettuate, successivamente all'intesa, al di fuori del Canada, Messico e Stati Uniti (Paesi Nafta).

Questo secondo step prevedeva anche la sottoscrizione di tre accordi da parte della Fiat o di sue collegate: un'intesa che coinvolgeva almeno il 90% dei concessionari Fiat in Brasile nella distribuzione di uno o più veicoli Chrysler (inclusi quelli venduti con uno dei marchi di Fiat Group Automobiles); un accordo che coinvolgeva almeno il 90% dei concessionari Fiat nell'Unione Europea nella distribuzione di uno o più veicoli Chrysler (inclusi, anche in questo caso, quelli venduti con uno dei marchi di Fiat Group Automobiles) e che prevedeva, ai fini dei rilievi relativi alle emissioni di CO2, l'aggregazione delle flotte di veicoli Chrysler Group e Fiat nell'Unione Europea; un accordo che prevedeva la remunerazione di Chrysler Group per l'utilizzo da parte di Fiat o sue collegate delle sue tecnologie al di fuori dei Paesi Nafta.

Il Lingotto potrà aumentare ancora la quota al 35% quando sarà raggiunto il terzo Performance Event che prevede la produzione negli Stati Uniti di una vettura basata su una piattaforma Fiat con prestazioni di almeno 40 miglia per gallone, ma pesa ancora sulla società il taglio del rating da parte di Standard & Poor's.

(photo © fotopedia.com)

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