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Ferrari a Wall Street: primo giorno con chiusura positiva

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Ferrari a Wall Street. Primo giorno con il botto per il titolo dell'azienda di Maranello, all'esordio sulla piazza americana. Le azioni hanno subito iniziato a correre (è proprio il caso di dirlo) aprendo al +15%, per una quotazione pari a 60 dollari.

Il titolo, il cui prezzo iniziale era di 52 dollari ad azione, si è poi assestato intorno ai 57 dollari, finendo per chiudere con un ottimo + 10%. Il simbolo Race non ha tradito all'impatto con il New York Stock Exchange.

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Ha pagato la scelta di lanciare il titolo ad un prezzo non oltre la fascia stabilita. Soddisfatti Sergio Marchionne (che ha suonato la campanella di inizio contrattazioni), accompagnato a New York da John Elkann, Amedeo Felisa, amministratore delegato di Ferrari, e da Piero Ferrari, il figlio di Enzo Ferrari.

Il titolo della Ferrari è stato scortato a Wall Street da otto vetture della casa di Maranello, posteggiate lungo il viale che porta al New York Stock Exchange.

Tra i modelli che hanno fatto capolino c'erano LaFerrari, la F 12 Berlinetta, la California T, 488 GTB e una 250 California. Come a dire, 'signori cari, se l'azienda è valutata 10 miliardi di dollari non è un caso'.

Con la quotazione in borsa, Marchionne vuole cogliere due traguardi: la ulteriore valorizzazione di uno dei marchi più conosciuti del mondo e la raccolta di finanziamenti per la casa madre, Fiat Chrysler Automobiles, impegnata con strategie di espansione.

JOHN ELKANN - A Wall Street presente anche John Elkann: 'Ferrari è un po' il figlio della casa madre Fca, ma come ogni figlio ad un certo punto deve camminare da solo', ha dichiarato i microfoni Rai.

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