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FED e G20, analisi contrastanti sulla crescita economica

Alle 20.00 di ieri sera, ora Italiana, mentre Petrolio e Oro crescevano in territorio positivo, sono state diffuse le minutes della FOMC.

La Fed ha rivisto al rialzo le stime di crescita americane. Il Pil nel 2011 dovrebbe salire fra il 3,4% e il 3,9% rispetto al 3,0-3,6% delle previsioni. Continua, però, a preoccupare la disoccupazione, che nel 2011 si attesterà all’8,8%-9,0%, mentre sono calati i rischi sull’inflazione, in quanto è prevista tra l’1,3%-1,7%, tutto sommato sotto controllo. La Fed resta, però, ancora preoccupata per i problemi del sistema bancario e per le difficoltà di bilancio dell'Europa. Le notizie sono state ben accolte da Wall Street, riportando il metallo prezioso a scambiare nuovamente sulla parità e ridando slancio ai principali indici azionari.

Non è, tuttavia, dello stesso parere il G20, che ritiene a dir vero preoccupante l’aumento dei prezzi delle commodity, il potenziale surriscaldamento dell’economie emergenti e la crisi del debito in alcune economie avanzate, invitando i Paesi a tagliare il bilancio, a rendere più flessibili i tassi dei cambi e a portare avanti riforme strutturali. Ciò che emerge, allora, è una divergenza di vedute tra la Fed e il G20. Su una cosa entrambi convengono: le incertezze per la crisi del debito pubblico non sono ancora state risolte. Le opinioni, allora, si spaccano sulle opportunità o meno di fare investimenti in questo periodo, tanto che Jan Hatzius (capo economista di Goldman Sachs) afferma che questo è un buon momento per fare acquisti, prevedendo, in un’intervista a Bloomberg Tv, una crescita dell’azionario del +18%. L’invito è di misurare bene gli investimenti. Ora come ora conta più su dove e cosa si investe che sull’investimento in sé per sé.

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