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Fattura digitale obbligatoria per PA e fornitori: pagamento Iva, le imprese protestano

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Plausi e critiche stanno accompagnando in queste ore il debutto della fattura digitale come strumento obbligatorio di certificazione per enti statali e imprese fornitrici della PA.

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Il cambiamento, come evidenziato già alla vigilia dai diretti interessati, aziende private in primis, non sarà privo di contraccolpi sui soggetti tenuti ad adeguarsi alla nuova disciplina fronteggiando regole e costi almeno in partenza dolorosi.

Uno dei punti più controversi della riforma, giunta oggi ufficialmente al secondo e ultimo step dopo il primo round scattato lo scorso 6 giugno per le agenzie fiscali, gli enti nazionali di previdenza e i ministeri, riguarda il versamento dell'Iva da parte dello Stato ai fornitori, in virtù del cosiddetto split payment.

L'imposta sul valore aggiunto, infatti, continuerà ad essere pagata dai privati in anticipo, mentre tutte le pa d'ora in poi verseranno il corrispettivo dovuto direttamente alle casse statali con un automatismo tutt'altro che indolore per le imprese fornitrici: queste ultime dovranno attendere fino a 15 mesi per ottenere il rimborso dell'Iva corrisposta alla fonte.

(Digital Day, imprese e pa alla prova della riforma: dubbi sul nuovo regime, video)

A fronte di 18 miliardi di euro complessivi non più incassati dai fornitori proprio a causa di tale meccanismo, si calcola (stando ai dati diffusi dall'Osservatorio sulla tassazione della Cna) una spesa di 15 mld da fronteggiare per i privati dopo l'introduzione della fattura digitale.

Di segno diverso, invece, i numeri citati dal legislatore in sede di presentazione della norma, con un abbattimento della spesa sulla documentazione in formato cartaceo che dovrebbe aggirarsi nell'ordine dell'80% ed un miliardo di euro di risparmio garantito in prospettiva allo Stato centrale dal sistema entrato a pieno regime.

Tra comuni, province, regioni, scuole, università, camere di commercio, aziende del servizio sanitario nazionale ed altri enti statali, la platea di destinatari sarà di circa 12.250 unità, con 42mila uffici pubblici e quasi due milioni di privati fornitori nel raggio d'azione della riforma.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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