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Evasione fiscale: inasprimento delle sanzioni con il Governo Monti

Il tema dell'evasione fiscale e delle relative sanzioni è ritornato ad essere più attuale che mai visto che è stato uno dei temi toccati dalla recente manovra finanziaria anti-crisi del Governo Monti.Con il Decreto Salva Italia sono tanti e diversi, infatti, i provvedimenti messi in atto per contrastare l'evasione fiscale.

Lotta all'evasione fiscale nel Governo Monti

L'evasione fiscale è un comportamento contra legem con il quale ci si sottrae all'obbligo di pagare i tributi, facendo perdere allo Stato una parte non trascurabile del gettito fiscale necessario per coprire la spesa pubblica. Tale comportamento doloso fa aumentare, così, l'eventuale deficit pubblico nel bilancio dello Stato ed il conseguente debito pubblico.Ecco perchè la lotta all'evasione fiscale con le relative sanzioni è uno dei temi centrali nel Decreto salva-Italia. Il Governo Monti ha, infatt,i dichiarato guerra all'evasione fiscale attraverso l'inasprimento delle sanzioni tributarie e la costituzione di una taske force, una commissione ad hoc.Per aumentare l'efficacia dell'accertamento fiscale è prevista un'integrazione nel lavoro tra tutte le agenzie fiscali presenti sul territorio nazionale, tale che, attraverso le informazioni telematiche presenti nei loro date base, si possa effettuare un controllo incrociato dei dati del contribuente. In particolare, l’art. 11 della manovra prevede diversi interventi. Tra gli altri, è stato abbassato il limite per i pagamenti in contanti da 2500 a 1000 euro, per far sì che rimanga la tracciabilità delle transazioni e permettere l'identificazione dei beneficiari dei pagamenti. Questo strumento consentirà di ricostruire il reddito dei cittadini ma anche combattere eventuali operazioni illecite che possono nascondersi dietro il pagamento in contanti. Dal 1° gennaio 2012, inoltre, diviene obbligatorio per tutti gli operatori finanziari comunicare all’anagrafe tributaria ogni rapporto intrattenuto con il contribuente ed ogni altra informazione utile al controllo ai fini fiscali. Saranno quindi comunicate tutte le operazioni finanziarie effettuate con gli intermediari finanziari, la banca o le poste.

Cosa rischiano gli evasori: le sanzioni

Dopo aver parlato degli strumenti utilizzati per la lotta all'evasione fiscale vediamo quali sanzioni vengono applicate, a seconda dei casi, a chi abbia evaso, appunto, le tasse. Occorre dire che oggi rispetto al passato è molto più facile che per i "delitti tributari" scattano le manette. Vediamo allora, quali sono i casi in cui è prevista la reclusione in carcere.

L’emissione di fatture false per importi superiori o inferiori al loro reale valore: basta anche una fattura falsa di un euro e si è perseguibili penalmente. Le sanzioni in questo caso vanno da sei mesi a due anni di reclusione s il valore della fattura sia inferiore ai 154.937 euro ( i vecchi 300 milioni di lire). Se superiore a tale importo come sanzione penale è previsto un periodo di reclusione che può andare dai 18 mesi ai sei anni.

Dichiarazione fraudolenta: si tratta di casi come false dichiarazioni, manomissione di scritture contabili e altre condotte tese a ridurre il reddito imponibile. La sanzione penale in questo caso scatta quando la dichiarazione fraudolenta determina un’evasione di imposta superiore ai 77.468 euro e sottrazione di attivi patrimoniali superiore 1.549.370 o al 5% del totale.

Omessa presentazione della dichiarazionedei redditi o infedele dichiarazione: in questo caso la sanzione penale scatta se l’imposta evasa è superiore ai 77.468 euro (i vecchi 150 milioni di lire) e prevede un periodo di reclusione da un anno a tre anni.

Omesso versamento delle ritenute e dell’Iva: la sanzione penale scatta per importi superiori a 50000 euro ed è prevista la reclusione da 6 mesi a due anni. Lo stesso dicasi per l’Iva.

Indebita compensazione: si configura quando si portano in compensazione crediti non spettanti o inesistenti per somme superiori a 50.000 euro. La reclusione va da 6 mesi a 2 anni.

Alienazione dei beni: questo reato si ha quando pur di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o Iva, nel caso di importi superiori a 50.000 euro, il contribuente aliena o compie atti fraudolenti sui beni propri in modo tale da rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. La pena prevista è la reclusione da 6 mesi a 4 anni. Per importi superiori a 200 mila euro da 1 a 6 anni.

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