Excite

Eni, sospesa la produzione di petrolio in Libia

Eni ha interrotto la produzione di petrolio in Libia. Lo ha annunciato l'ad Paolo Scaroni a margine di un'audizione alla Commissione Bilancio della Camera. Abbiamo terminato la produzione anche a causa di un problema di spedizioni, ha detto Scaroni, aggiungendo che in Libia l'Eni produce gas per uso domestico, alimentando tre centrali elettriche nella zona di Tripoli. E, ha concluso, un'attività che consideriamo positiva per i libici e che vorremmo evitare di interrompere.

Sullo sfondo si staglia maggiormente il tema del rinnovo dei contratti economico-finanziari con l'azienda italiana. L'AD dell'Eni ha detto di ritenere assolutamente non compromessi i rapporti con la Libia. Noi manteniamo rapporti con la National oil company (NOC) che è il nostro interlocutore naturale, ha spiegato. Qualunque sia il sistema politico che ci sarà in futuro, avrà la sua NOC che ha dei contratti e rapporti con noi. Non vedo nessuna ragione perché i rapporti debbano essere compromessi.

Tuttavia non la pensa così Mario Barone, ex amministratore delegato della Banca di Roma e tra i fondatori della Banca Ubae, che dal 1972 tesse le trame finanziarie sull’asse Roma-Tripoli. Se Gheddafi vincerà, l’Italia sarà il Paese che pagherà il conto più alto, evidenziand un rischio per le imprese italiane ad ampio spettro.

Suona come una rassicurazione la notizia diffusa ieri dal ministro del Petrolio libico Shukri Ghanem, che, parlando a nome dell'attuale governo, ha affermato di avere un'ottima relazione con l'Eni, che lavora in Libia dagli anni '50, definendo l'ad del gruppo Paolo Scaroni un amico. Noi - ha aggiunto - svolgiamo un ruolo fondamentale per la sicurezza energetica dell'Italia. Per quanto ci riguarda confermiamo tutti i contratti con Eni, e speriamo che facciano lo stesso.

L'ultima parola, però, resterà al rais Muammar Gheddafi, il quale ha dichiarato in un'intervista a Il Giornale, di sentirsi molto tradito dal presidente del Consiglio Berlusconi, minacciando al contempo la possibilità di scindere i legami economici e finanziari che legano la Libia all'Italia. Il riferimento corre chiaramente anche all'Eni, il cui titolo fino a ieri, dai massimi di quest'anno ha perso l'11,50%. A pesare oltre alla crisi libica, anche il terremoto e il rischio di catastrofe nucleare in Giappone

(photo © freedigitalphotos.net)

finanza.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016