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Eni, scambio di asset con Gazprom

Gazprom entra nel progetto petrolifero Elephant in Libia attraverso uno scambio di asset con Eni. In base all'accordo, sottoposto oggi alla firma degli amministratori delegati Alexiei Miller e Paolo Scaroni nell'ambito della visita del presidente Dmitri Medvedev a Roma, la controllata Gazprom Neft entra in possesso della meta' delle quote Eni nel giacimento, ossia del 33%. In cambio, al Cane a sei zampe sara' consentito di partecipare allo sviluppo degli asset nella Siberia Nord occidentale.

Gli accordi firmati oggi si inquadrano nella partnership strategica firmata tra Eni e Gazprom nel 2006, che implica l'impegno delle due società nella realizzazione congiunta di progetti nell'intera filiera del gas, tra i quali l'importante progetto relativo alla costruzione del gasdotto South Stream, conclude il comunicato.

(foto © simonecomi.blogsome.com)

Sullo sfondo, dunque, c’è sempre la questione relativa al gasdotto South Stream, che dovrebbe trasportare circa 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno, connettendo la Federazione Russa alla consumatrice Unione Europea e bypassando la turbolenta Ucraina. Sono evidenti, allora, le tensioni geopolitiche ed economiche tra Russia e Ucraina. Un progetto alternativo sostenuto dagli Stati Uniti è quello di Nabucco, ma differentemente da questo South Stream può contare su forniture sufficienti dai giacimenti russi, kazaki e turkmeni. A Nabucco il solo gas azero non basta. Potrà essere redditizio solo se si aggiunge il gas iracheno (dall'area curda) o iraniano. Dipenderebbe quindi dalle politiche energetiche mediorientali.

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