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Economia Giappone, i danni ammontano al 4% del PIL

L'economia del Giappone è la terza economia al mondo, dopo quella di Stati Uniti e Cina, con un PIL di 5.100 miliardi di dollari nel 2010, ma con un debito pubblico che sfora il 200%. Il terremoto di venerdì scorso e l'attuale allarme nucleare si inseriscono in questo quadro.

Tuttavia il ministro dell'Economia Kaoru Yosano ha affermato che i mercati giapponesi non sono così destabilizzati da richiedere un intervento congiunto del G7 sul mercato valutario o che il governo acquisti titoli societari. Sottolinea, inoltre, che il danno complessivo del terremoto della settimana scorsa all'economia giapponese è stato complessivamente limitato. Anche se l'aggravio di bilancio per l'emergenza e la ricostruzione sarà probabilmente superiore a quanto fu stanziato dopo il sisma di Kobe del 1995, Tokyo, ha specificato, non avrà problemi a finanziare la spesa aggiuntiva.

Intanto gli analisti iniziano a fare i conti coi danni provocati dal terremoto. Filippo Altissimo, partner dell'hedge fund Brevan Howard Asset Management, stima che i danni all'economia nazionale ammontano al 4% del PIL, il doppio di quello di Kobe. Ma ciò che più lo allarma è la possibilità di un disastro nucleare, per via della molteplicità dei suoi effetti, tra cui ripercussioni sui mercati azionari, un ripensamento delle politiche energetiche globali, il rientro dei capitali nipponici, il sostenimento di forti costi per le società assicurative e ampie riduzioni nella capacità produttiva di alcuni settori, come il comparto auto.

Intanto stasera, alle 23.30 in Italia, i membri del G7, in videoconferenza discuteranno di eventuali misure per aiutare il paese nipponico ad affrontare le conseguenze economiche e finanziarie del disastro. Da Tokyo Yosano fa sapere che dal G7 vorremmo avere solo supporto psicologico.

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