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Ecco chi ha diritto al bonus famiglia da 500 euro

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Attivo dall’anno scorso sulla base delle disposizioni contenute nella Legge di Stabilità 2015, il bonus famiglia da 500 euro andrà anche nel corso del 2016 a fornire un aiuto economico concreto ai genitori con reddito complessivo basso che si trovano a dover mantenere almeno 4 figli in età minore.

Ecco chi non dovrà presentare la dichiarazione dei redditi per il 2016

Per usufruire del credito vincolato all’acquisto di beni essenziali, gli interessati dovranno attestare la situazione reddituale tramite modello ISEE con valore complessivo non superiore agli 8500 €, la stessa unità di misura utilizzata dai Comuni ai fini della concessione dell’assegno per nuclei familiari con tre figli ex legge 448/98.

Saranno proprio gli enti locali, senza alcun onere da parte dei destinatari del bonus, a trasmettere entro e non oltre il 31 maggio i dati degli aventi diritto al trattamento economico aggiuntivo per il 2016, essendo analoghi per espressa volontà del governo i criteri di scelta dei beneficiari dell’assegno o credito e molto simili (con una differenza minima del tetto ISEE) i requisiti per l’accesso.

(Assistenza alle famiglie numerose a basso reddito: i provvedimenti del governo. Video)

L’intervento dello Stato a favore delle famiglie a basso reddito si va quindi a sommare all’assistenza già prestata dalle amministrazioni comunali: in questo caso, responsabile dell’erogazione del bonus è l’INPS che attraverso una apposita circolare ha chiarito alcuni aspetti del provvedimento confermato per il secondo anno consecutivo.

Nessun automatismo copre eventuali cambiamenti del nucleo ai sensi della L. 190/2014 e della nota dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale n.70 del 2016, pertanto la nascita di un quarto figlio non viene certificata dal Comune che eroga l’assegno al quale si lega il bonus, ma va dimostrata con Dichiarazione Sostitutiva Unica aggiornata dai richiedenti assistenza.

Al contrario, l’avvenuto superamento della maggiore età di un figlio su quattro comporta la perdita del diritto alla prestazione o la decurtazione parziale del credito alla famiglia in proporzione ai mesi non più coperti dal bonus.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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