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Disoccupazione, il conto più salato lo pagano i giovani

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a marzo è aumentato al 28,6%, salendo di 0,3 punti percentuali su base mensile e di 1,3 punti su base annua.

Lo comunica l'Istat in base a dati destagionalizzati e a stime provvisorie, aggiungendo che la risalita arriva dopo la riduzione registrata a febbraio. Mentre il tasso generale nello stesso periodo è risalito attestandosi all'8,3%, in crescita di un decimo di punto percentuale rispetto a febbraio, quando segnò una lieve flessione, ma in ribasso su base annua.

Duro il commento della Cgil. Una disoccupazione sopra l'8% si conferma come un dato strutturale che fra l'altro continua a peggiorare nella sua qualità. La crisi continua in maniera grave e pervasiva mentre la ripresa stenta e si conferma fallimentare l'azione del governo, ha detto Fluvio Flammoni, segretario confederale del sindacato.

In questa situazione - continua - il conto più salato lo stanno pagando i giovani: la disoccupazione è costantemente fra il 28 e il 30% e la nuova occupazione è unicamente fatta di lavoro precario che ormai riguarda l'80% delle nuove assunzioni. Per loro nessun atto concreto se non l'accusa di non accettare qualsiasi lavoro e di studiare per troppo tempo. Il riferimento corre veloce alle recenti dichiarazioni del Ministro Tremonti sull'incapacità dei giovani di cogliere le occasioni di lavoro che vengono loro offerte

Secondo i dati diffusi da Eurostat, l’Italia si piazza al quarto posto tra gli stati dell’Eurozona per cui sono disponibili i dati. Più in generale la quota di ragazzi italiani alla ricerca di un posto supera sia la media dell’Ue a 17 (19,8%) che quella dell’intera Unione (20,7%). In Eurolandia fa peggio dell’Italia solo la Spagna (44,6%), la Slovacchia (35,2%) e l’Irlanda (31,6%).

Anche il neo presidente dei giovani di Confindustria, Jacopo Morelli, esprime subito la sua preoccupazione. Il dato sulla disoccupazione giovanile è estremamente preoccupante perchè l'Italia -sottolinea Morelli- ha drammaticamente bisogno di crescere e può crescere, come dicono gli economisti, solo recuperando una produttività totale dei suoi fattori. Pertanto per Morelli la disoccupazione rappresenta una minaccia alla crescita del nostro Paese.

(foto © gliitaliani.it)

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