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Debito pubblico Italia: crescita e Atene spaventano i mercati

Dopo la Grecia, l'Italia ha il debito pubblico più grande d'Europa, pari al 120% del suo Pil. Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, ha usato la metafora del Titanic per definire il nostro Paese, confidando, però, ancora nella possibilità di evitare l'iceberg.

Mentre il FtseMib, il 12 luglio affondava, toccando un minimo di quota 17.360 e lo spread Bund e Btp si allargava a dismisura, Armando Carcaterra di Anima Sgr affrontava il nodo della questione. I presunti attacchi speculativi sono stati motivati dalla paura che la crisi greca possa estendersi anche al nostro Paese, contagiando al contempo anche Irlanda e Portogallo. La vera ragione dei timori dei giorni scorsi trova dunque la sua origine nella non risolta situazione greca.

Da quasi due anni la Grecia è impegnata in politiche di austerità draconiane, che però stanno avendo un effetto contrario, in quanto finora hanno solo aggravato la recessione economica. L'effetto più immediato sui mercati è stato un avvitamento verso il basso del Pil ed un innalzamento dei tassi di interesse che i mercati richiedono allo Stato ellenico, per pagare i quali la Grecia deve contrarre nuovi debiti.

Il fallimento della Grecia potrebbe avere innanzitutto effetti sistemici proprio su quei paesi che ne detengono la maggior parte dei titoli (in primis Germania e Francia) e in secondo luogo sugli altri mercati e paesi a rischio, tra cui anche l'Italia. Tuttavia va detto che tutte le banche italiane che hanno partecipato agli stress test, hanno finora superato la prova e che il nostro Paese ha sostenuti oneri di debito pubblico maggiori, come nel 1993, allorché il rapporto debito/Pil arrivò al 124,8%.

A chiosare sulla situazione dell'Italia è Corrado Passera, che si ritiene sicuro che il nostro Paese ce la farà, a patto, però, che sappia rilanciare la sua crescita.

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