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L’Italia viaggia al 120,1%, il Giappone al 200%: si ma di debito pubblico

E’ di oggi la notizia che il deficit dell’Italia si attestera' al 4,3% del Pil nel 2011 e al 3,5% nel 2012. Lo ha affermato il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), stimando per l'Italia un debito al 120,1% del Pil sia nel 2011 che nel 2012. I rischi legati al debito sovrano restano elevati e in alcuni casi sono aumentati rispetto a novembre, mettendo in evidenza la necessita' di piani di risanamento di bilancio piu' ampi, specifici e di medio termine.

Ma l’Italia non è stata la sola ad attirare l’attenzione su di sé. Ci ha, infatti, pensato anche il Giappone, in quanto Standard & Poor ha tagliato il rating sul credito del Giappone, per la prima volta dopo nove anni, a causa della persistente deflazione e paralisi politica, che minano gli sforzi per ridurre l’onere del debito pubblico. Il governo guidato dal partito democratico "manca di una strategia coerente" per affrontare il debito della nazione, ha detto S&P. Inoltre, l’indebitamento è suscettibile di crescere "ulteriormente rispetto a quanto previsto prima della recessione economica mondiale, che ha colpito il paese".

Il Giappone è, infatti, la nazione più indebitata del mondo e da oggi è classificata AA-, alla pari con la Cina, che nel 2010 ha superato il rivale nella corsa alla crescita economica, diventando la seconda più grande economia mondiale. Il debito pubblico in Giappone è stimato a quasi il doppio della dimensione del PIL. Non è lo stesso per la Cina, il cui rating è stato aggiornato 5 volte nell’ultimo decennio, e il cui deficit è stimato dal Fondo monetario a quasi il 20%.

(foto © freedigitalphoto.net)

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