Excite

Crollo delle borse europee: maggio 2012 ritraccia i minimi di inizio crisi

Il mercato azionario continua a regalare delusioni e malumori agli investitori di mezzo mondo. Il FTSEMIB, l'indice che racchiude le principali 40 società italiane a più alta capitalizzazione quotate a Piazza Affari, proprio in questi giorni è ritornato sulla soglia dei 14.000 punti.

Il rimbalzo che aveva fatto ben sperare numerosi risparmiatori negli ultimi mesi si è tramutato in un nuovo crollo di tutte le borse europee (maggio 2012).

Crisi senza fine: indici di borsa in caduta libera

Le speranze di vedere una ripresa solida dei corsi azionari si cono infrante contro lo stillicidio continuo di cattive notizie provenienti da numerosi paesi dell'area euro.

Di fatto, se escludiamo la Germania, vera e propria locomotiva del vecchio continente, quasi tutti gli altri paesi manifestano segni evidenti di sofferenza.

A tenere banco tra gli economisti e gli esperti di settore sono soprattutto gli alti livelli del debito pubblico e della mancata ripresa economica nei paesi dell'UE. Un cane che si morde la coda che nessuna politica economica finora messa in atto dalle autorità monetarie europee è riuscita a riportare sulla retta via dello sviluppo.

Il nostro paese, con un debito pubblico che ha raggiunto la soglia del 120% del PIL, è di fatto un sorvegliato speciale da parte della BCE. Chiaramente il clima negativo che si respira in quasi tutti i settori dell'economia non fa altro che peggiorare la situazione.

Gli ultimi dati parlano di una disoccupazione che in Italia sta per raggiungere la soglia del 10% mentre in paesi quali la Spagna ha già raggiunto livelli record del 24%. A dispetto di quanto si pensa di solito, a soffrire è in particolar modo il settore bancario e soprattutto finanziario.

Quello a cui si è assistito dal 2008 in poi è stato un vero e proprio crollo delle borse europee che nel maggio 2012 hanno ritracciato livelli che non si vedevano più da numerosi anni.

Peso del settore finanziario sui corsi azionari

Gli istituti di credito, con bilanci pieni di titoli di stato, vacillano ad ogni sussulto del mercato obbigazionario statale. Un eventuale default di un paese come la Grecia, la Spagna o eventualmente la stessa Italia, vorrebbe dire il consequenziale fallimento degli stessi isitituti.

Ciò comporta un'elevata pressione al ribasso su tali titoli che in un mercato azionario come quello italiano, tradizionalmente sbilanciato verso il settore bancario, comporta una conseguente alta volatilità degli indici azionari gobali oltre che di quelli settoriali.

Sono in molti a chiedersi quando questo crollo delle borse europee avrà fine. Maggio 2012 ha riportato i valori di numerosi titoli su livelli molto appetibili. Basti pensare che numerosi istituti finanziari capitalizzano meno della somma delle partecipazioni iscritte a bilancio.

In un'ottica di lungo tempo ciò potrebbe costituire un ottimo investimento se non addirittura superlativo. Quando il morso della crisi incomincerà ad allentarsi e gli investitori ritorneranno ad affacciarsi sul mercato azionaro potrebbe essere il momento di realizzare capital gain stratosferici per tutti coloro che hanno tenuto duro ed hanno avuto la vista più lunga degli altri investitori.

finanza.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016