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Crolla il prezzo del petrolio: è un bene o un male per il consumatore?

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Per comprendere cause ed effetti del calo storico dei prezzi al barile del petrolio occorrerebbe andare a fondo nell’analisi geopolitica di conflitti in corso e strategie diplomatiche delle principali potenze mondiali, ma ancor prima di considerazioni di economia generale in materia di potere d’acquisto fa fede il dato concreto relativo ai consumi, ricavabile dalle statistiche su inflazione e reddito delle famiglie.

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Nello specifico, quanto ha inciso il crollo di valore (nell’ordine di un abbondante 50% stando ai dati più recenti) delle quotazioni sul mercato del cosiddetto oro nero sulla condizione reale della maggioranza dei cittadini italiani?

Secondo gli esperti di finanza e scienze economiche internazionali, la vertiginosa picchiata dei prezzi di listino del petrolio si è tradotta ad oggi soltanto in parte nell’aumento di potere d’acquisto per le famiglie: all’incirca, il risparmio ottenuto da un consumatore medio è di 80 euro in un anno.

(Prezzo del "brent" sotto la soglia dei 35 dollari al barile: calo storico. Video)

Il dato in questione deriva dalle tabelle stilate a giugno del 2015 dalla Banca d’Italia, che sembrano accreditare la teoria di una ripresa dei consumi legata, in misura variabile ma comunque significativa, al calo del costo del brent” grazie alla discesa dei prezzi sul fronte dei trasporti e, a cascata, in diversi settori legati al circuito dell’energia.

L’altra faccia della medaglia, però, è rappresentata dal rischio di fallimento delle compagnie petrolifere e dalla pericolosa spirale della deflazione che, al contrario, sul lungo periodo danneggerebbe l’economia colpendo in modo indiretto la “massa” dei cittadini ed in particolare le famiglie a medio-basso reddito.

Se da un lato il pieno di benzina e (in misura decisamente inferiore) la bolletta di energia o gas risultano da qualche mese più leggeri, quindi, dall’altro le Borse mondiali sono in costante fibrillazione e questo per gli economisti rappresenta un serio problema, al quale l’accordo tra i produttori dell’Opec per un rialzo dei prezzi del petrolio potrebbe o meglio dovrebbe porre rimedio in tempi possibilmente brevi.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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