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Crisi Portogallo: 80 MLD dall'UE purché rispetti le regole

A Godollo, nei pressi di Budapest, l'altro ieri si è tenuta la seconda e ultima giornata dell'Ecofin informale della presidenza ungherese. I ministri finanziari sono tornati a discutere del piano di aiuti al Portogallo, sottolineando come esso sia condizionato all'adozione, a Lisbona, di un programma bipartisan di risanamento dei conti e di ripresa della crescita.

E' recente, infatti, la notizia che il Portogallo ha annunciato una richiesta formale di aiuto da 80 miliardi di euro, dopo le smentite dei giorni scorsi, complice anche l'inarrestabile aumento dei rendimenti richiesti dai mercati sui titoli di Stato. Il piano di aiuti verrà erogato mediante il sostegno del fondo salva-stati. Il ministro Pedro Silvia Pereira ha detto che la richiesta tiene conto dei limiti legati al fatto che il Paese sarà amministrato da un governo provvisorio fino alle nuove elezioni politiche del 5 giugno.

Il futuro governo che uscira' dalle elezioni anticipate, qualunque sia il colore politico, dovra' impegnarsi a realizzare le misure per la stabilita' finanziaria. Ma un'attenzione particolare sara' riservata anche alla Spagna. Per il momento i rischi di contagio della crisi sembrano esclusi ma la situazione va monitorata. Il ministro delle Finanze spagnolo, Elena Salgano, giungendo al Palazzo reale di Godollo, ha mandato messaggi tranquillizzanti.

Il ministro tedesco Wolfgang Schauble si e' soffermato sul caso della Spagna, spiegando che la sua situazione e' diversa dal Portogallo e al momento non si vedono rischi da richiedere il sostegno finanziario dall'Europa. Gli aiuti al Portogallo, ha poi aggiunto Schauble, dovranno essere condizionati all'azione di risanamento dei conti perchè queste sono le regole.

(photo © Wikimedia Commons)

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