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Crisi: la Fed da il via all'Operation Twist

Ieri sera la Fed ha deciso di lasciare i tassi invariati allo 0,25%, assicurando che il costo del denaro resterà eccezionalmente basso almeno fino a metà del 2013. E lancia l'Operation Twist, ovvero l'allungamento della scadenza dei titoli di stato in portafoglio, acquistando 400 miliardi di dollari di Treasury con scadenza 6-30 anni e cedendo 400 miliardi di dollari di titoli di Stato a breve termine.

Le motivazioni

La crescita economica resta debole. Le condizioni del mercato del lavoro deboli e il tasso di disoccupazione rimane elevato. I consumi delle famiglie crescono a un tasso modesto. L’inflazione sembra essersi moderata dall’inizio dell’anno, mentre le aspettative di lungo termine di inflazione restano stabili. Questo è quanto affermato dalla Fed. L'obiettivo dell'operazione è quello di mantenere i tassi eccezionalmente bassi per favorire il credito e gli investimenti azionari, scoraggiando di converso quelli obbligazionari.

La reazione dei mercati

Ma la Borsa USA ha chiuso in terreno negativo, con un saldo negativo compreso tra il 2,01% del Nasdaq100 e il 2,94% dell'S&P500. I mercati hanno preso nota dell'outlook negativo stilato dalla Fed, ha detto Mohamed El-Erian, CEO di Pimco, il più grande fondo obbligazionario del mondo. Mentre l'acquisto della Fed può influire sul mercato dei Treasury e dei mutui, è limitato nella sua possibilità di produrre risultati economici.

Le aspettative dei mercati

Tecnicamente i mercati sono in fase laterale e pronti a testare nuove aree al ribasso nei prossimi giorni. Il clima di incertezza è troppo alto perché gli investitori istituzionali corrano il rischio di un investimento nei mercati azionari. D'altronde la decisione della Fed era già scontata da molti giorni, allorché era chiaro il clima di debolezza perdurante da maggio. Occhi puntati, dunque, sull'Europa, dove si sono accresciuti i rischi di una crisi finanziaria. I rendimenti dei bond greci a 10 anni sono saliti al 23,55%, di 31 bps. Gli ispettori internazionali ritorneranno ad Atene la prossima settimana per discutere della possibilità o meno di una nuova tranche di aiuti alla Grecia. Sullo sfondo la promessa del Primo Ministro George Papandreou di imporre nuovi tagli al bilancio dello Stato, principalmente sui salari dei pubblici dipendenti e sulle pensioni.

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