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Crisi finanziaria in Grecia: un breve riassunto

Quello che sta succedendo in Grecia riveste particolare importanza vista la possibilità che la stessa situazione possa ripercuotersi negli altri mercati della zona Euro.Già, alla fine del 2009, il presidente Papandreou dichiarò il rischio di bancarotta del Paese a causa della forte crescita del debito pubblico.Per meglio capire la crisi della Grecia ecco, allora, un riassunto breve di quello che sono stati gli eventi scatenanti.

Crisi e debito pubblico

In seguito alla forte crescita del debito pubblico ed al declassamento delle agenzie di rating internazionali, che declassarono il debito pubblico greco in junk bond, ossia titolo spazzatura, nel 2010 i paesi dell'eurozona e il FMI decisero di aiutare la Grecia approvando un prestito di salvataggio di 110 miliardi di euro in 3 anni, subordinando l'erogazione dello stesso alla realizzazione di severe misure di austerità.

Nel 2011 però le agenzie di rating Moody's, Standard & Poor's e Fitch declassarono ulteriormente il rating della Grecia e ciò costrinse il governo ad effettuare nuovi tagli per 6,5 miliardi di euro e nuove privatizzazioni al fine di ottenere nuovi prestiti da parte dell'Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale. Il tasso di disoccupazione, inoltre, a febbraio 2011 raggiunse il 15,9%. Il governo greco si trovò costretto ad approvare un nuovo pacchetto di austerità che impose nuovi tagli pari a 28 miliardi di euro fino al 2015. A settembre dello stesso anno si rese necessario una ulteriore manovra che prevedeva una tassa sugli immobili fino al 2014, il taglio delle pensioni e la mobilità di 30.000 dipendenti statali già a partire dal 2011.

Nell'ottobre 2011 i leader dell'eurozona decisero di offrire un secondo prestito di salvataggio da 130 miliardi di euro, condizionando lo stesso all'attuazione di un altro duro pacchetto di austerità e anche ad una ristrutturazione del debito greco, i creditori privati dovranno, cioè, accettare di cedere i loro titoli e acquistarne nuovi al 50 per cento del valore (bond swap).Nel frattempo il presidente Papandreou, dopo il tentativo reso vano di sottoporre a referendum il piano di salvataggio, annunciò le dimissioni e si passò ad un governo di unità nazionale guidato da Papademos, pianificando le elezioni ad aprile 2012.

La crisi comincia ad accentuarsi nel febbraio 2012 quando i partiti politici non trovano un accordo per attuare nuovi tagli alla spesa pubblica, resi necessari per avere l'aiuto economico dalla Troika (FMI, BCE, UE) di 130 miliardi di euro e poter far fronte così al rimborso dei bond in scadenza a marzo, di quasi 15 miliardi di euro.Il 12 febbraio 2012 il parlamento greco vota un nuovo piano di austerità, nel quale spicca la proposta/pretesa di ridurre del 22 per cento i salari minimi. Parte dell'opinione pubblica è contraria a tale finanziaria e numerosi sono gli scontri ad Atene tra manifestanti e forze dell'ordine. Il 20 febbraio l'Eurogruppo approvò la seconda tranche di aiuti alla Grecia di 130 miliardi rimandando così il default di qualche tempo.

I partiti politici, tra l'altro, non sono riusciti a formare un nuovo governo di coalizione rimandando il tutto alle nuove elezioni a giugno. Nel frattempo, però, la sfiducia cresce sempre di più portando ad un ulteriore declassamento del rating da parte dell'agenzia Flitch ed una conseguente corsa agli sportelli da parte dei cittadini. La crisi in Grecia è, quindi, il riassunto del fallimento di uno Stato o più, in generale, del fallimento dell'architettura comunitaria.

Crisi in Grecia: di chi sono le colpe

La crisi in Grecia è il riassunto anche del fallimento della classe politica, di un sistema basato sulla corruzione, sullo scambio di favori, che annienta lo spirito d'impresa e blocca qualsiasi sviluppo in ambito finanziario.I problemi della Grecia, oltre quelli strettamente di natura finanziaria, sono da ricercare nel clientelarismo, nella corruzione e nell'impotenza della giustizia. La Costituzione greca limita considerevolmente la possibilità di incriminare i leader politici. Nessuno di loro, infatti, è mai stato oggetto di un’azione giudiziaria, neppure in casi eclatanti come gli scandali Siemens e Vatopedi.Anche per le cause più semplici occorre attendere almeno cinque anni prima che si svolga il processo. Questa non è giustizia ma la sua negazione.Fino a qualche anno fa la vita che il popolo greco conduceva era nettamente superiore al limite di ogni reale possibilità.Se da una parte, quindi, la classe politica ha sbagliato, dall'altra il popolo greco ha comunque le sue responsabilità, avendosi approfittato della leggerezza dei propri amministratori.

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