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Credit Default Swap: scommettiamo che questo paese affonda?

Il Cds fa parte della famiglia dei prodotti derivati, usato come copertura da chi sottoscrive un'obbligazione contro il rischio di fallimento del soggetto che emette il titolo di debito. Tanto più il suo valore sale, tanto più è costoso assicurarsi contro il rischio default, tanto maggiori sono le probabilità di fallimento.

Il mercato dei Credit default swaps (Cds) è finito nel mirino dell’antitrust Ue. La Commissione europea ha deciso di avviare due indagini nei confronti di praticamente tutte le principale banche d’investimento internazionali per verificare se sono state violate le regole della concorrenza.

La prima inchiesta aperta, si legge in una nota di Bruxelles, riguarda l’ipotesi di accesso privilegiato alle informazioni di Markit, società leader nel suo settore, sulle transazioni nel mercato dei Cds da parte di 16 banche d’investimento, tra cui, e solo per citarne qualcuna, JP Morgan, Bank of America Merrill Lynch, BNP Paribas, Citigroup, Goldman Sachs, Morgan Stanley.

L’altra inchiesta riguarda invece i rapporti tra la clearing house leader per i Cds, la Ice Clear Europe, e nove banche (Bank of America Corporation, Barclays Bank plc, Citigroup Inc, Crèdit Suisse Group AG, Deutsche Bank AG, Goldman Sachs Group, Inc., JP Morgan Chase & Co, Morgan Stanley and UBS AG). Il sospetto della Commissione è che Ice avrebbe praticato alle banche tariffe preferenziali vincolandole così all’utilizzo dei suoi servizi, e questo a discapito della concorrenza.

In sostanza l'Antitrust vuole capire se la concorrenza sia stata falsata. Si tratta di un mercato ultra-opaco, in quanto i CDS non vengono scambiati in Borsa, ma al telefono ed è dominato da poche grandi banche. I CDS, a loro volta, influenzano enormemente le quotazioni sui mercati dei titoli di stato e quindi ne permettono un controllo indiretto.

Il timore di molti – impossibile da provare – è che i grandi investitori alzino in maniera speculativa gli spread dei credit default swap di paesi come la Grecia, per poi trarre profitto dal sottostante mercato dei titoli di stato. Il problema sollevato dai CDS non è nuovo. Sono entrati sotto l'occhio del ciclone da anni, perché accusati di aver concorso alla crisi finanziaria, in quanto da strumenti di copertura assicurativa sono diventati ben presto strumenti per speculare, scommettendo sull'insolvenza dei vari bond.

(foto © giornalettismo.com)

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