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Conti di pagamento: il fratello minore del conto corrente

Si chiamano 'conti di pagamento' e funzionano alla stregua di un normale conto corrente bancario, con l'unica differenza che non daranno interessi sul denaro depositato. Visto però l'ammontare piuttosto ridotto degli interessi in un conto corrente classico, è prevedibile che molti correntisti preferiranno passare alla nuova modalità, per via degli inferiori costi di gestione.

I conti di pagamento saranno depositati presso un 'istituto di pagamento' che, come una normale banca, sarà iscritto ad un apposito albo e dovrà sottoporsi ai controlli di Bankitalia. Istituti di pagamento potranno essere aperti dagli stessi soggetti commerciali (catene di supermercati, operatori telefonici, distributori di benzina, ecc.), creando concorrenza fra di loro e alle banche.

È questa un'iniziativa finanziaria che entrerà in vigore nel nostro paese nei prossimi mesi, in risposta a una Direttiva Europea volta a contrastare le transazioni tradizionali cartacee. Con l'85% dei pagamenti ancora effettuati in contanti, l'Italia è indietro rispetto agli altri paesi europei dove, in media, il 40% dei pagamenti avviene mediante transazioni elettroniche.

L'apertura degli istituti di pagamento può essere in Italia la battaglia decisiva nella guerra al contante che si sta combattendo in Europa. Come funzionerà allora un conto di pagamento?

In sostanza sarà un conto prepagato mediante il versamento di denaro contante, accredito di stipendi o bonifici da altri conti correnti. Potrà essere utilizzato per micropagamenti (fare la spesa, metter benzina, abbonamenti o sanzioni) ma anche per effettuare bonifici, acquisti su Internet o pagamenti con il cellulare.

(foto © systemretail.it)

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