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Conti correnti, niente più Cms ma nascono nuove spese

Grandi novità per i conti correnti, in realtà definite già all’inizio del 2009. E’ stata abolita infatti la Commissione di massimo scoperto (Cms) per quei conti che rimangono in rosso per meno di 30 giorni.

La finalità della legge 2 del 2009 è quella di far sì che le spese per i conti in rosso vengano commisurate da un lato all’importo dall’altro al tempo in cui il conto è rimasto scoperto.

Chi ha da poco aperto un conto corrente vedrà applicata da subito la nuova misura mentre i clienti che già ne possedevano uno dovranno aspettare che le banche si adeguino alle nuove norme. Il tempo massimo è fissato al 30 giugno.

In realtà però, come ha messo in luce Altroconsumo, gli istituti di credito hanno abolito la Cms ma allo stesso tempo hanno introdotto altre tipologie di commissioni che variano da banca a banca e che a volte possono essere più penalizzanti per il cliente.

L’eliminazione del Cms poi non viene applicata nel caso in cui il conto corrente sia associato a un fido bancario.

Altroconsumo ha analizzato i fogli informativi di diversi istituti di credito facendo emergere il fatto che le banche il più delle volte hanno rimpiazzato la vecchia Commissione di massimo scoperto applicando spese analoghe utilizzando altri nomi e voci.

Ad esempio Intesa San Paolo ha sì tolto la Cms sui conti correnti ma ha fatto nascere la Commissione per scoperto di conto. Simili operazioni hanno compiuto anche Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Bnl e Banca Sella.

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