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Conti correnti, in Germania conviene

Che i correntisti in Italia lamentino da sempre un alto costo di gestione dei conti presso le banche italiane non è certo una novità, anche se negli ultimi anni il costante aumento di conti giovani, conti ‘a costo zero’ e banche online ha aumentato notevolmente a concorrenza tra i prodotti a beneficio del mercato, gli standard italiani restano ben più cari rispetto ad altri Paesi europei.

Questo secondo quanto rilevato da uno studio del CTCU, Centro Tutela Consumatori Utenti, che evidenzia spese e costi dei conti correnti italiani a confronto con i cugini d’Europa: 300 euro annui per un conto corrente con carta Bancomat, il servizio di online banking e gli interessi di scoperto è la spesa media per un c/c in Italia contro i 100 euro di Germania e i 140 necessari in Austria.

Ma tenere aperto un conto corrente aperto in Olanda, Portogallo o Bulgaria può costare addirittura meno: 50 euro all’anno per ottenere il servizio. In Italia il pacchetto di prodotti si è ampliato notevolmente negli ultimi anni, superando i soli conti correnti ‘a consumo’, cioè quelli basati sulla proporzione costi-operazioni, ma sempre più spesso gli istituti propongono conti correnti ‘package’, ovvero prodotti che prevedeno un pagamento di un canone, generalmente mensile, ed garantiscono una serie di servizi e prodotti bancari senza costi aggiuntivi. La possibilità quindi per i consumatori di valutare con la massima trasparenza le condizioni economiche migliori dopo un’accurata comparazione.

Secondo il Commissario europeo per il mercato interno Michel Barnier le evidenti differenze di costi per i conti correnti tra i diversi Paesi europei è il semplice frutto di una chiara disfunzione da parte del mercato.

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