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Condono fiscale: norme e regolamenti

Il condono fiscale è un provvedimento attuato dai governi mirato alla regolarizzazione di posizioni contributive dietro pagamento di una certa somma di denaro. Da sempre è valutato con grande disparità di vedute: per alcuni è un buon modo affinché le casse statali ricevano extra-gettito, per altri è un incentivo a non pagare le tasse.

Il condono fiscale in Italia

Come funziona il condono: Per mettersi in regola tramite condono è necessario fornire una dichiarazione entro i termini definiti dal legislatore; questo passo può quindi in alcuni casi negare la possibilità di aderire per chi ha omesso la dichiarazione negli anni di riferimento. A questo punto l'iter varia a seconda del tipo di condono: un condono tombale, ad esempio, comporta – una volta pagata la somma pattuita, e in caso di rate di solito al primo versamento – la preclusione di tutti gli accertamenti e l'estinzione delle sanzioni amministrative tributarie, nonché alcuni reati tributari; il concordato, invece, non offre alcuna copertura penale.

Le ragioni del condono: Il condono fiscale è di solito proposto da un governo quando questo avverte la necessità di ricevere entrate straordinarie a fronte di capitali che si considerano cronicamente perduti, come quelli relativi a situazioni contributive anomale (soprattutto le dichiarazioni dei redditi) che si presume non troveranno mai una regolarizzazione. Inoltre, il condono può far parte di una strategia per alleggerire la pressione fiscale sui cittadini soprattutto in momenti di crisi, quando si fa più alto il rischio di fallimenti personali e d'azienda. Il condono si definisce "tombale" quando regolarizza in via definitiva l'intera situazione del contribuente.

I condoni fiscali nella storia

Il condono odierno ha un antenato illustre: la cancellazione totale del debito relativo agli ultimi sedici anni che l'imperatore Adriano praticò nel 118 dopo Cristo per assicurarsi la benevolenza dei suoi nuovi sudditi. Sono state calcolate cifre da capogiro per questo provvedimento, pari a novecento milioni di sesterzi. In Italia, il condono fiscale è stato attuato cinque volte negli ultimi trent'anni: nel 1982 col primo governo Spadolini, nel 1991 col primo governo Andreotti, nel 1995 col governo Dini (in realtà fu un concordato fiscale), nel 2003 col primo governo Berlusconi e nel 2009 col quarto governo Berlusconi (lo scudo fiscale).

I rischi del condono

Non mancano i critici del condono fiscale: la sua eccessiva frequenza, infatti, per molti rischia di portare all'evasione e a un effetto deterrente nei confronti del corretto pagamento delle tasse, perché quando il condono diventa prassi prima o poi ci si può sempre aspettare che ne venga attuato un altro per regolarizzare le situazioni anomale.

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