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Come si calcola la Tasi: tutto il procedimento punto per punto

La data per il pagamento della prima rata della Tasi si avvicina a grandi falcate. E’ la tassa che di fatto ha sostituito l’Imu per quello che riguarda l’abitazione principale. Tutti i comuni hanno avuto l’obbligo di fissare l’aliquota tramite la quale calcolare l’importo complessivo, da versare in due rate, a carico del cittadino. C’è un modo piuttosto semplice per calcolare l’importo della Tasi e cominciare a mettere da parte i soldi.

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Ottenimento rendita catastale

Innanzitutto va detto che le due date sono il 16 ottobre ed il 16 dicembre per i comuni che hanno determinato le aliquote, per i comuni che non hanno effettuato questa operazione l’importo verrà richiesto in una sola rata da pagare il 16 dicembre. L’aliquota massima è fissata al 2.5 per mille, su questo valore i comuni possono applicare una maggiorazione dello 0.8 per mille a patto di inserire delle detrazioni.

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Per calcolare la Tasi occorre avere sotto mano una serie di dati. Innanzitutto si parte con la rendita catastale dell’immobile di proprietà. La rendita catastale si può trovare sull’atto di proprietà oppure all’ufficio visure catastali dell’Agenzia delle Entrate. La visura è completamente gratuita a patto che il richiedente sia il proprietario dell’immobile.

Rivalutazione e calcolo

Il secondo passaggio è la rivalutazione della rendita catastale che è del 5%. In termini di calcolo è sufficiente moltiplicare la rendita catastale per 0,05. Ad esempio su una rendita catastale di mille euro ci sarà una maggiorazione di cinquanta euro. Il terzo passaggio è la determinazione della base imponibile. Calcolo anche qui molto semplice. Si moltiplica la rendita catastale rivalutata, nel nostro caso 1050 euro, per un coefficiente che nel caso delle abitazioni è 160.

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A questo punto il valore ottenuto va moltiplicato per l’aliquota imposta dal comune e si ottiene l’importo esatto della Tasi. E’ giusto ricordare che la Tasi è a carico anche dell’inquilino con una percentuale che varia dal 10% al 30% a seconda delle decisioni prese dal comune di residenza.

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